Ustioni: cause, tipologie e primo soccorso

Le ustioni sono lesioni della cute di estensione variabile, che a volte possono interessare anche i tessuti sottostanti, causate da fattori esterni che possono essere chimici, fisici o termici.

Cause

È facile quindi intuire che l’ustione può essere causata da tantissimi fattori d’entità variabile, così come può variare il tipo di danno. Le cause possono essere distinte in:

  • Ustioni da calore. Comprendono fiamme, liquidi, oggetti o gas ad elevate temperature che modificano la struttura e la funzionalità dei tessuti, provocando la morte delle cellule, la coagulazione delle proteine o la carbonizzazione dei tessuti. Lo stesso vale per temperature molto basse.
  • Ustioni da sostanze chimiche. Le basi e gli acidi forti provocano a contatto con la pelle delle alterazioni gravi e profonde nella zona in cui il composto viene a contatto con il tessuto.
  • Ustioni da elettricità. Si tratta delle ustioni più difficili da curare poiché nei casi gravi, quando la corrente è ad alto voltaggio, si creano necrosi estese e in profondità. Il danno è causato dal calore generato dalla corrente elettrica mentre attraversa il corpo.
  • Ustioni da radiazioni solari. Sono causate dal sole o dalle lampade abbronzanti.

Tipi di danno

Oltre alla causa, l’ustione è valutata in base al grado di severità che dipende dalla temperatura raggiunta, dalla durata del contatto e dall’aria ustionata. Possiamo distinguere il danno in tre gradi.

classifica ustioni

L’ustione di primo grado è quella meno grave. Interessa solo lo strato superficiale della pelle. I sintomi che caratterizzano questo tipo d’ustione sono arrossamento lieve dell’epidermide, tumefazione dell’area, dolore e bruciore locale. La funzione protettiva che crea la pelle non vi è compromessa, così la salute del paziente non subisce danni. La guarigione avviene in un paio di giorni, si presenta desquamazione ma non restano cicatrici. Un esempio tipico dall’ustione di primo grado è rappresentata dal contatto di liquidi moderatamente caldi, come il the e il caffè, con la pelle, oppure un’eccessiva esposizione al sole senza creme solari protettive.

L’ustione di secondo grado lede la pelle più in profondità creando danni non solo all’epidermide ma anche al derma. Segno contraddistinguibile di questo tipo di lesione è la formazione di vescicole ripiene di liquido e dolore intenso. A loro volta questa tipologia d’ustione si divide in semplice e profonda. Le prime evolvono alla guarigione abbastanza velocemente (10-20 giorni) e spontaneamente, come le ustioni di primo grado. Le profonde invece, non guariscono da sole e hanno tempi di riparazione molto lenti che vanno dalle 3 alle 4 settimane, con formazione di cicatrici importati. Per questo tipo d’ustione si procede con intervento chirurgico al fine di eliminare il tessuto necrotico ed effettuare degli innesti cutanei.

L’ustione di terzo grado è la più grave, poiché non si limita ai tessuti superficiali come epidermide e derma, ma può arrivare fino agli strati profondi della pelle o addirittura al tessuto adiposo e muscolare. Se la causa dell’ustione sono le fiamme o oggetti roventi, si formano delle croste nere. Nel caso in cui l’ustione è provocata da liquidi bollenti, la cute diventa molliccia e biancastra. In questi casi il dolore è quasi assente, poiché le terminazioni nervose sono danneggiate. L’unico rimedio è l’intervento chirurgico immediato.

 

La gravità dell’ustione è determinata anche dall’estensione della zona danneggiata. Maggiore è l’area d’interesse, maggiore è il pericolo di vita del soggetto. Per permettere una valutazione veloce ai soccorritori del primo intervento, si utilizza la regola del nove. In pratica il corpo viene diviso in diverse zone e ad ognuno di essa si assegna una percentuale che può essere nove, un suo sottomultiplo o una frazione. La somma di tutti i numeri fornisce la complessità del danno.

Nei bambini è un regola molto imprecisa, poiché rispetto agli adulti hanno arti più piccoli.

ustioni valutare il danno

È importante tener presente anche dal tipo di zona che ha subito l’ustione. Infatti una zona ricoperta di peli, in cui la pelle è più spessa, subirà meno danni di una glabra con pelle sottile.

Completano il quadro di diagnosi, l’età, possibili lesioni concomitanti l’ustione e malattie pregresse.

Perché le ustioni sono pericolose?

La pelle è l’organo più esteso del corpo e da solo contribuisca al 15% al peso. È definita come una barriera tra l’esterno e l’interno, inoltre permette di non incombere nella dispersione dei liquidi organici. Infatti una delle conseguente più pericolose dell’ustione è la perdita di liquidi, che può portare l’individuo alla morte.  Contribuiscono nel creare una situazione pericolosa la liberazione dei mediatori dell’infiammazione, che facilitano il passaggio dei liquidi dal sangue agli spazi tra gli organi.

La disidratazione, insieme alla riduzione del volume del sangue, porta ipotensione e shock ipovolemico.

ustioni rimedi

Proprio il siero che trasuda dalla pelle crea il liquido presente nelle vesciche che si formano con l’ustione di secondo grado.

Quando la pelle viene a mancare, la barriera che proteggeva il corpo cede, permettendo ad agenti infettivi di entrare e creare un calo delle difese immunitarie con conseguenze molto gravi. Per questo motivo gli ustionati gravi, seguono la convalescenza in speciali reparti ospedalieri, in cui la possibilità d’incorrere in infezioni è molto bassa.

Ustioni gravi

In generale tutte le ustioni creano danni al soggetto, con conseguenze diverse che variano in base ai fattori sopra descritti. Ci sono però delle ustioni considerati gravi e sono:

  • Ustione a volto, mani, piedi, zona anale-genitale, vie respiratorie e apparato digerente.
  • Ustioni ai tessuti molli e ossa.
  • Ustioni causate da inalazione, esplosione, elettriche e chimiche.
  • Ustioni di 3° grado che coprono più del 10% della superficie del corpo.
  • Ustioni di 2° grado che coprono più del 25-30% della superficie del corpo o il 18-20% nei bambini.

In generale, tutte le ustioni che superano una copertura del 40% della superficie del corpo, riducono della metà la probabilità di sopravvivenza del soggetto.

Cosa fare e cosa non fare quando si soccorre un ustionato

Spesso luoghi comuni e cattiva divulgazione delle informazioni portano il primo soccorritore a commettere degli errori che possono peggiorare la situazione.

La prima cosa che il soccorritore deve fare è seguire il P.A.S ovvero proteggi, avverti e soccorri. Prima di tutto si valuta la sicurezza dell’ambiente, se ci sono fiamme vanno estinte, dopodiché si trasporta il ferito in una zona sicura. Contemporaneamente bisogna eliminate velocemente l’agente ustionante dalla superficie corporea.

Se il soggetto sta bruciando, non fatelo correre, avvolgetelo in una coperta pesante così che le fiamme soffochino. Il paziente andrà spogliato senza però rimuovere gli indumenti bruciati che aderiscono alla pelle lasciando l’ultimo strato che lo copre. Nel caso li togliate, insieme agli abiti verrà via la pelle, causando ulteriori danni.

rimedi acqua corrente

Eliminate gioielli o altri metalli dalla cute e valutate il grado d‘estensione dell’ustione.

Se l’area è limitata (come grandezza fate riferimento al palmo della mano), ponetela sotto acqua fredda corrente per 10-15 minuti, così d’alleviare il dolore. Nel caso in cui la zone sia molto estesa, va applicato un tessuto sterile bagnato. Assolutamente non va utilizzata nessuna pomata. Dopodiché chiamate subito soccorso.

Per evitare che la temperatura corporea si abbassi troppo, non utilizzate ghiaccio o acqua troppo fredda, l’acqua corrente va benissimo.

Se le ustioni interessano le dita delle mani o dei piedi, porre delle garze sterili bagnate tra loro, così che non siano in contratto.

Le vesciche che si creano non vanno mai rotte poiché sono una barrire sterile contro l’esterno.

Non somministrate bevande o farmaci al paziente, non tossite o parlare vicino l’area ustionata e non utilizzare pomate o unguenti.

Se le ustione interessano gli occhi, copriteli con garze sterili bagnate con fisiologica.

Prodotti consigliati per ustioni lievi

In caso di ustioni lievi, tipo quelle domestiche che capitano scottandosi con i fornelli, è bene applicare creme, spray o emulsioni per trattare l’ustione. Sono tipicamente disponibili nelle farmacie e anche in quelle autorizzate online.

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Un esempio è il Bepanthenol, tipico prodotto da tenere in casa per ogni emergenza.

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