Toxoplasmosi: Sintomi, cure e consigli

Toxoplasmosi

Il Toxoplasma è normalmente presente in vari mammiferi e uccelli e si trasmette per ingestione di carne infetta, mentre per l’uomo, come detto in precedenza, oltre alla possibilità di essere infettato per aver mangiato carne contaminata non sufficientemente cotta, la contaminazione può avvenire per mezzo di un gatto che inconsapevolmente contamina il terreno con le feci che contengono le uova del parassita.

Di solito, i soggetti che vengono accidentalmente contaminati dal protozoo, sono del tutto asintomatici e l’infezione, inoltre, quasi sempre scopare spontaneamente nel tempo lasciando, oltretutto, il soggetto immune da successive contaminazioni, in quanto avrà sviluppato gli anticorpi che resteranno attivi per tutta la vita.
Il problema potrebbe porsi, e anche seriamente, in caso di contaminazione in gravidanza, in quanto il protozoo potrebbe attraversare la placenta e danneggiare seriamente il feto, pur non avendo conseguenze dirette sulla madre.

Una contaminazione per il feto potrebbe essere molto pericolosa, in quanto potrebbe provocare delle malformazioni a carico del sistema nervoso, della vista e dell’encefalo, malformazioni che saranno sempre più gravi, quanto più precoce sarà stato il contagio.
Quindi, in caso di gravidanza, è necessario effettuare il test ematico per rilevare l’eventuale presenza o meno degli anticorpi specifici, che se presenti saranno garanzia di immunità anche per il feto. In caso contrario, il problema va affrontato con serenità e senza allarmarsi eccessivamente, in quanto basterà seguire delle semplici regole di prevenzione e di igiene personale, per mettere al riparo il proprio futuro bambino da spiacevoli conseguenze.

Se si ha un gatto in casa, non è assolutamente il caso di disfarsene, atto inutile e oltretutto crudele e barbaro, ma basteranno un poco di attenzione e continui controlli per assicurarsi che tutto proceda sempre nel migliore dei modi.
Bisogna tener presente che le  eventuali malformazioni del feto sono verificabili con una ecografia e che casi del genere sono abbastanza rari, 1 su 10.000 e, di questi, con i trattamenti disponibili è possibile risolverne un buon 90%, ma ovviamente comunque non basta.

Innanzi tutto, se si hanno gatti in casa, sarà necessario esaminare anche loro per verificare se hanno gli anticorpi specifici che, se presenti, danno una certa tranquillità. Inoltre, è difficile che un gatto casalingo possa infettarsi; sarà sufficiente tenerlo in casa senza farlo uscire all’esterno, alimentarlo con mangimi solidi a base di crocchette che difficilmente sono portatrici del parassita e, soprattutto, non farlo venire a contatto con altri gatti, in particolar modo se piccoli.

Quando si pulisce la lettiera del gatto, usare sempre guanti usa e getta che andranno poi eliminati e, comunque, lavarsi sempre accuratamente.

Non mangiare carne cruda, ma cuocerla sempre con molta attenzione. Lavare sempre accuratamente le verdure e la frutta e, questa, va mangiata preferibilmente sbucciata.

Fare attenzione ai coltelli con i quali è stata tagliata la carne cruda, in quanto potrebbero essersi contaminati accidentalmente.

Febbricola, ghiandole ingrossate, stanchezza e malessere generale potrebbero essere i sintomi di una contaminazione.
Se vi è una gravidanza in atto si dovrà adottare un trattamento a base di antibiotici che dovranno essere assunti per tutta la durata della gravidanza senza mai interrompere il trattamento, in modo da assicurare una completa protezione.

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