Torna l’aviaria, nuovo focolare in Giappone

giappone-aviaria-1

Troppo concentrati a saperne di più sull’ebola, i media internazionali hanno sottovalutato uno spiacevole ritorno: quello dell’aviaria. In Giappone, infatti, le autorità locali hanno ordinato l’abbattimento di 42 mila polli dopo la conferma di un focolaio dell’influenza aviaria: si tratta del secondo caso registrato nell’arcipelago nipponico in meno di un mese, per un allarme crescente non solamente all’interno dei confini del Paese del Sol Levante, ma in tutta l’Asia.

I test genetici effettuati in patria hanno in merito confermato che si tratta proprio del ceppo H5 del virus, e che non è possibile escludere eventuali ipotesi di contagio in altri allevamenti rispetto al focolaio individuato in una fattoria a Miyazaki, nell’isola meridionale di Kyushu, dopo che diversi volatili erano morti improvvisamente.

Leggi anche: Attivato nuovo numero verde l’ebola

Cosa è l’influenza aviaria

giappone-aviaria-2

Il Ministero della Salute ricorda che “l’influenza aviaria è un’infezione dei volatili causata da virus influenzali del tipo A”, in grado di “sia gli uccelli uccelli selvatici sia quelli domestici (per esempio polli, tacchini, anatre), causando molto spesso una malattia grave e perfino la morte dell’animale colpito. I virus influenzali appartenenti al tipo A possono infettare anche altri animali (maiali, cavalli, delfini e balene) nonché l’uomo, creando così la basi per fenomeni di ricombinazione in caso di infezione contemporanea (co-infezione) da parte di diversi ceppi”.

Quali pericoli per l’uomo

giappone-aviaria-3

Purtroppo, anche l’uomo può infettarsi con il virus dell’influenza aviaria. Per fortuna il contagio avviene solamente nel caso di contatto diretto con animali infetti, o con le loro deiezioni. Pertanto, non vi sono evidenze di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la cottura, e ancora non vi sono delle prove di trasmissione del virus da persona a persona.

Leggi anche: Ebola, continuano le ricerche in Guinea

Ma quali sono i sintomi del virus? “I primi sintomi compaiono dopo un periodo di incubazione variabile (da 1 a 7 giorni): di solito sono gli stessi dell’influenza tradizionale, vale a dire febbre, tosse, mal di gola e dolori muscolari” – ricorda ancora il Ministero della Salute nelle sue linee guida sul virus in questione – “Ma possono arrivare anche a infezioni oculari, polmonite e sindrome da distress respiratorio acuto. Nei casi finora documentati di infezione aviaria da ceppi H5N1, la mortalità nell’uomo varia dal 30 al 70-80%”.

In ogni caso, per il momento non ci sono allarmismi per l’Italia. Nell’ipotesi di viaggio nei luoghi in cui dovessero essere riscontrati focolai, rimangono vive le ordinarie norme di igiene, prestando attenzione a lavarsi sempre le mani con cura, e cuocendo sempre bene carne e uova.

Lascia un commento