Tachicardia sinusale, sintomi e terapia

cuore e colesterolo

La tachicardia sinusale è una aritmia determinata dall’incremento della frequenza e della velocità del “ritmo sinusale”, ovvero del battito che viene imposto al cuore dal nodo seno atriale. Si tratta, in altre parole, della forma di tachicardia più frequente, e di norma non rappresenta affatto un episodio allarmante, potendosi ad esempio ricondurre alla conseguenza di esercizi fisici o a una forte emozione (eventi trascorsi i quali il ritmo cardiaco torna alla sua normalità, senza che vi sia necessità di intervenire con trattamenti specifici). Sono inoltre frequenti le tachicardie sinusali in caso di febbre (anche in questo caso, tutto sparisce quando la temperatura ritorna nella norma).

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Come si manifesta

In seguito alle situazioni di cui sopra, la frequenza cardiaca può arrivare a raggiungere i 180 battiti per minuto, superando il valore soglia relativo alla normalità, pari a 100 battiti per minuto. L’incremento della frequenza dei battiti, e il loro rallentamento sotto soglia, avvengono generalmente per gradualità più o meno estesa. Le motivazioni sono state sopra riassunte: durante alcune situazioni “transitorie”, i tessuti prevedono una maggiore richiesta di ossigeno. Per questo motivo l’organismo aumenta la frequenza del battito cardiaco, generando appunto la tachicardia, favorendo – in estrema sintesi – la maggiore quantità di sangue ossigenato verso i tessuti.

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Sintomi della tachicardia sinusale

I sintomi tipici della tachicardia sinusale possono essere indirizzati generalmente verso il cardiopalmo, o palpitazione: si tratta di una naturale conseguenza della aumentata frequenza cardiaca, e si può osservare in tutti i soggetti che vengono colpiti da tachicardia sinusale. Altri sintomi tipici sono la comparsa dell’ansia (legata al cardiopalmo), il c.d. “fiato corto”, il dolore al petto, sotto lo sterno, a sua volta associato a cardiopatie. I sintomi possono manifestarsi con differenti livelli di gravità a seconda del paziente e della situazione: nella maggior parte dei casi non si tratta, tuttavia, di manifestazioni eccessivamente gravi.

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Diagnosi della tachicardia sinusale

La diagnosi della tachicardia sinusale viene effettuata attraverso una visita cardiologica che sia finalizzata a misurare il polso, e all’effettuazione di un elettrocardiogramma e di un elettrocardiogramma dinamico secondo Holter (si tratta di un normale elettrocardiogramma che tuttavia viene protratto per almeno 24 ore, senza impedire al paziente di svolgere le sue normali attività di vita quotidiana, con utilità qualora gli episodi tachicardici siano sporadici e non prevedibili).

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Come contrastare la tachicardia sinusale

La terapia contro la tachicardia sinusale punta a rimuovere le cause che hanno prodotto l’insorgenza di questo scenario. I farmaci antitachicardici più indicati sono quelli antiaritmici per normalizzare il ritmo cardiaco, i beta-bloccanti per rallentare la frequenza del battito cardiaco, i calcio-antagonisti per rallentare la frequenza del battito cardiaco.

Naturalmente, considerato che si tratta di farmaci, e che la tachicardia sinusale potrebbe essere il campanello d’allarme di altre tipologie, il nostro consiglio è quello di parlarne apertamente con il vostro medico di fiducia e, di conseguenza, intraprendere con lui il miglior percorso per rimuovere le determinanti della situazione in esame.

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