Singhiozzo: cos’è e come farlo passare

Il singhiozzo è un disturbo molto comune che almeno una volta nella vita si prova. È causato dalle contrazioni involontarie del diaframma, un muscolo coinvolto nella respirazione che divide l’addome dal torace.

Caratteristiche del singhiozzo

Il singhiozzo è caratterizzato dal suono tipico che si crea quando le corde vocali si chiudono all’improvviso per via delle contrazioni involontarie del diaframma. Può essere causato da diversi fattori come un pasto abbondante, uso smoderato di bevande alcole, eccitazione improvvisa e da alcune patologie. Il singhiozzo dura mediamente al massimo un minuto, ma ci sono alcuni casi in cui questo fastidio è andato avanti anche per mesi, provocando problemi nutrizionali e mentali. Il numero di singhiozzi che si presenta in un minuto va dai quattro ai sessanta.

Di per se il singhiozzo non è pericoloso quando si manifesta in tempi brevi. Se gli episodi sono duraturi, questo può interferire con la capacità di parlare, mangiare e dormire.

Cause del singhiozzo

Le cause del singhiozzo sono veramente tante. Si va dal mangiare troppo velocemente, bere troppi alcolici, fino a essere troppo eccitati o stressati. Incidono anche gli sbalzi termici e i pasti troppo abbondanti. Oltre alle cause ci sono dei fattori di rischio che sicuramente aumentano le possibilità d’incorrere in questo fastidioso disturbo come: il sesso (gli uomini infatti soffrono di un singhiozzio più lungo delle donne), interventi chirurgici (anestesia generale, intubazione, allungamento del collo, distensione addominale, manipolazione organi interni) e l’emotività.

Se il fastidio perdura più di 48 ore, allora le cause possono essere:

  • Lesioni o irritazioni dei nervi, provocati da mal di gola, tumore alla gola, reflusso gastroesofageo e peli o corpi estranei sul timpano.
  • Disturbi del sistema nervoso centrale causato da ictus, sclerosi multipla, tumori, meningite, encefalite e lesioni al cervello.
  • Disturbi metabolici come diabete, squilibri elettrolitici, insufficienza renale.
  • Assunzione di farmaci come tranquillanti, steroidi, barbiturici e anestetici.

Si consiglia di contattare il medico quando l’episodio dura per più di 48 ore, oppure il singhiozzo è così forte da non poter mangiare o addirittura respirare.

Singhiozzo: diagnosi

Quando si sospetta che il singhiozzo è solo il sintomo di una patologia, il medico può richiedere gli esami di laboratori atti ad escludere infezioni, diabete e patologie ai reni, oppure esami d’immagini, al fine di individuare possibili anomalie anatomiche. In tal caso si eseguirà una radiografia toracica, la TAC o la risonanza magnetica. In alternativa si può eseguire un esame endoscopico. Tramite un piccolo tubicino che si fa passare nella gola, si capisce se ci sono problemi nell’esofago o nella trachea.

Terapia farmacologia per il singhiozzo

Il singhiozzo solitamente scopare da solo nel giro di qualche minuto.  Quando invece è causato da un altro disturbo, si devono assumere i farmaci per evitare il ripetersi degli episodi. A questo scopo si utilizzano la clorpromazina, un antipsicotico potente, la metoclopramide, un farmaco antinausea e il baclofen, un miorilassante. In alternativa per i casi gravi si può usare il sondino nasogastrico se lo stomaco è disteso, l’anestesia del nervo frenico o la stimolazione del nervo vago.

Rimedi naturali fitoterapici e non per il singhiozzo

La fitoterapia è una tecnica che vede l’utilizzo di alcune erbe per esercitare l’azione calmante e spasmolitica. A questo scopo si può usare la camomilla, la radice di valeriana, la passiflora, il timo serpillo, i fiori di lavanda, la menta piperita e le foglie di menta

Tuttavia molti sono i rimedi naturali e popolari per trattare il singhiozzo. Il succo di limone è uno dei rimedi della nonna più conosciuti.  Poiché però il limone ha un sapore troppo aspro, col tempo si è aggiunto al limone lo zucchero, trasformando il rimedio in: un cucchiaino di zucchero con qualche goccia di limone. Sembrerebbe che il dolcificante distragga le terminazioni nervose dal singhiozzo.

Un altro rimedio popolare è quello di bere acqua a piccoli sorsi.  Secondo la credenza deglutire acqua di continuo calmerebbe i nervi. Anche i gargarismi funzionano allo stesso modo.

Si dice che anche respirare in un sacchetto di carta possa dare sollievo. Basta semplicemente usare un sacchetto per il pane.  Pare che l’anidride carbonica che si accumula all’interno dia sollievo.

In alternativa si può premere con delicatezza tra il pollice e l’indice il lobo delle orecchie. Secondo antiche credenze popolari in questo modo si vanno a stimolare le terminazioni nervose coinvolte nel singhiozzo.

Per bloccare le contrazioni improvvise del diaframma puoi provare a solleticarti il palato con la lingua o co uno spazzolino da denti con setole morbide.

Anche tapparsi il naso e trattenere il respiro per alcuni secondi dovrebbe dare sollievo.

In fine abbiamo il famoso spavento. Chi non ha mai sento parlare di questo metodo? Inoltre è uno dei rimedi della nonna più divertenti, far prendere un bello spavento è sempre piacevole.

Raccomandazioni per evitare il singhiozzo

Viste le cause sopra citate, il singhiozzo può essere prevenuto. Se hai l’abitudine di mangiare di fretta, comincia con il masticare per bene il cibo e a farlo con calma. Quando ingoi velocemente, inghiotti aria, la quale può disturbare il nervo correlato al singhiozzo.  Inoltre evita di riempire troppo lo stomaco. Secondo alcuni scienziati, il singhiozzo in tal caso sarebbe il modo che il corpo scegliere per dirti “basta cibo”.  Evita alcune spezie e i cibi piccanti, i quali possono irritare il rivestimento dell’esofago e dello stomaco. Inoltre il piccante causa il reflusso gastroesofageo, una delle cause del singhiozzo.

Lascia un commento