Sindrome di Meniere, come capire se è la causa delle vostre vertigini

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La sindrome di Meniere è una particolare patologia dell’orecchio interno, responsabile di episodi temporanei (ma ripetitivi nel tempo) di vertigini, nausee e perdite dell’udito. Si tratta di una patologia non grave nelle sue prime manifestazioni ma che nel tempo può condurre a un concreto peggioramento delle condizioni di salute generale del paziente, arrivando a consolidare una minore capacità uditiva e – nelle ipotesi più estreme – addirittura la sordità completa. Purtroppo, non esistono specifiche cure per tale sindrome: tuttavia, sono presenti una serie di interventi terapeutici che possono migliorare sensibilmente la qualità della vita dei malati.

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Cause della sindrome di Meniere

Attualmente non è possibile individuare specifiche cause della sindrome di Meniere. Gli esami anatomici lungamente effettuati all’orecchio interno dei pazienti mostrano tuttavia come caratteristica comune l’incremento della endolinfa nell’apparato vestibolare e nella coclea. Tale accumulo – conosciuto comunemente anche come idrope – provoca una dilatazione delle strutture che la contengono, determinando a loro volta un danno alle cellule che compongono l’epitelio di labirinto e coclea, un innalzamento della pressione interna e un’alterazione della trasmissione del segnale nervoso tra orecchio interno e cervello. Pertanto, per alcuni ricercatori sarebbe proprio l’idrope a scatenare la manifestazione della sindrome di Meniere.

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Fattori di rischio

Come anticipato, sebbene non vi siano specifiche rilevazioni in proposito, è possibile cercare di indurre quali fattori di rischio della sindrome alcuni elementi come la predisposizione genetiche, le anomalie del sistema immunitario, le infezioni virali, i fattori vascolari, la ossificazione parziale dei canali dell’apparato vestibolare, l’alterato contenuto salinico e ionico dell’endolinfa.

Come riconoscere la sindrome di Meniere

La sindrome di Meniere si manifesta principalmente attraverso alcuni sintomi come le vertigini (e conseguente mancanza di equilibrio), la nausea, il vomito, la sudorazione fredda, ipotensione arteriosa, i fischi nelle orecchie (le c.d. “acufeni”), la sensazione di chiusura dell’orecchio. Meno comuni sono lo svenimento improvviso (pur senza perdita di conoscenza).

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Nella sua prima fase di manifestazione, i sintomi avvengono in maniera transitoria ed episodici, con oscillazioni tra 20 minuti a diverse ore. L’inizio è acuto e improvviso e, di norma, colpisce un solo orecchio. È inoltre assai frequente che il paziente sia soggetto a più attacchi ravvicinati nel tempo, dalla durata variabile tra un paio di giorni o una settimana. Terminate tali manifestazioni seguente un periodo di remissione che è interrotto da un’altra serie di attacchi. Le vertigini possono invece comparire in qualsiasi momento, pur senza essere accompagnate da perdita dell’udito.

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Nella sua fase avanzata, purtroppo, i sintomi della sindrome di Meniere manifestano un carattere permanente, fino a condurre alla già ipotizzata perdita di udito. Sebbene sia meno comune, anche la sensazione di fischi nell’orecchio può divenire un sintomo permanente, mentre la mancanza di equilibrio può arrivare ad essere una condizione stabile, nonostante le vertigini siano meno frequenti.

Complicazioni principali della malattia possono inoltre essere la depressione e l’ansia, fondamentalmente dovute alla qualità della vita scadente.

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