Sigarette elettroniche: nuovi allarmi per la salute

sigarette elettroniche

Non c’è pace per le sigarette elettroniche. Secondo quanto rivela una recente inchiesta pubblicata sul mensile Salvagente, all’interno delle e-cig sarebbero state riscontrate le presenze di metalli pesanti in liquidi di produzione italiana.

L’analisi è stata condotta dall’Università Federico II di Napoli, e dalla stessa sono emerse concentrazioni di piombo più basse rispetto all’indagine precedente. In due casi, tuttavia, sarebbero emerse concentrazioni di cromo più elevate delle soglie consentite.

Secondo quanto precisato dalla rivista, i metalli pesanti sarebbero contaminanti naturali o di derivazione antropica, in grado di esercitare potenziali azioni tossiche sulla salute. L’accumulo di tali sostanze può infatti causare malattie cronico – degenerative, sebbene sia molto difficile stabilire quanti di questi metalli possano passare dai liquidi al sangue attraverso una semplice inalazione.

La rivista propone in merito un confronto ideale con l’acqua: per il piombo che risulta essere presente in un campione di 10 ml di liquido di sigaretta elettronica inalato in una settimana, la concentrazione sarebbe superiore alla soglia fissata per un campione di acqua da 10 ml. In 12 casi (su 30 esaminati) la concentrazione risulterebbe superiore a quella media nel sangue degli italiani.

Ad ogni modo, i produttori dei liquidi vaporizzatori non mancano di contestare il risultato, e in particolare in quella parte che confronta il consumo di liquidi con quello dell’acqua. Consumi che – affermano i produttori – “non possono stare insieme, visto che bevendo due litri di acqua al giorno l’assunzione di arsenico è molte volte più alta”.

Sulla base di tali valutazioni l’Associazione nazionale fumo elettronico ha colto l’occasione per ribadire come le aziende associate rispettino la normativa vigente in Italia e lavorino con elevati standard di sicurezza e di qualità. I prodotti – ricorda infine l’associazione – sono sicuri, e presto si arriveràa a definire con il Ministero della Salute delle regole più certe a tutela del consumatore, per un mercato trasparente e regolamentato.

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