Sigaretta elettronica: un successo che fa male al fisco

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La sigaretta elettronica sta permettendo a circa 400 mila persone di lasciare gradualmente le sigarette tradizionali per passare a quelle più “sane”. Un numero che – suggeriscono alcune stime – potrebbe presto toccare quota 2 milioni di unità: un fenomeno che rischia di far male soprattutto al fisco, che dovrà fronteggiare una riduzione delle entrate molto significativa.

A parlarne in maniera molto accorta è stato il settimanale Panorama, che oramai afferma come la sigaretta elettronica sia divenuta oggetto trasversale, dalle donne agli uomini, dai giovani agli anziani. Una rivoluzione nelle abitudini degli italiani, che è rappresentata dalla nascita di oltre 1.500 negozi su tutto il territorio nazionale, dove lavorano circa 4 mila persone, in grado di generare un giro d’affari che nel corso del 2012 ha superato quota 250 milioni di euro.

Tra i primi ad accorgersi di quanto stava accadendo, i tabaccai. Le associazioni di settore rappresentano infatti come nel periodo natalizio le vendite di sigarette e di sigari sarebbero calate del 10 per cento, mentre gli acquisti di sigarette elettroniche sono cresciute in maniera molto considerevole. Ne è conseguita una perdita secca per l’erario estremamente elevata: ma come riuscirà, ora, lo Stato, a rispondere a questa “crisi”?

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