Sciopero nazionale medici – 22 luglio 2013

sciopero medici

Il prossimo 22 luglio 2013 è in programma lo sciopero dei medici del Servizio sanitario nazionale. A confermarlo sono le stesse rappresentanze sindacali di categoria, che hanno scritto una lettera al ministro della salute Beatrice Lorenzin confermando l’intenzione di proclamare una giornata di sospensione al servizio.

Nella missiva indirizzata alla rappresentante del governo, i medici hanno chiesto una maggiore attenzione e un contributo a ricercare soluzioni che possano arrestare quanto è stata definita come una “deriva regressiva” del sistema sanitario nazionale.

“I provvedimenti legislativi ed economici che a più riprese hanno interessato la sanità italiana in questi ultimi anni, fondati essenzialmente su tagli lineari della spesa sanitaria hanno provocato pesanti ripercussioni sul sistema dell’offerta dei servizi, minacciando l’erogazione stessa dei livelli essenziali di assistenza” – hanno scritto i medici nella lettera indirizzata al ministro – “Questi stessi provvedimenti, sommati al ritardo o addirittura all’assenza di iniziative legislative che definiscano la materia della responsabilità professionale e della tutela assicurativa e che segnino una via di uscita al dramma del precariato, hanno provocato un grave deterioramento delle condizioni di lavoro del personale medico e sanitario che si traduce in milioni di ore di straordinario non pagato, nel taglio indiscriminato di strutture semplici e complesse, con limitazione della progressione di carriera, nell’incremento del numero dei contratti atipici e nel ricorso alla medicina difensiva”.

“Il risultato ultimo di queste politiche regressive è da una parte un sempre maggior numero di cittadini che rinunciano alle cure o sono costretti ad un massiccio ricorso alla sanità privata e dall’altra un crescente disagio del personale sanitario che è lasciato solo ad affrontare la domanda di salute dei cittadini” – prosegue la lettera, che poi denuncia come – “ancora una volta la crisi economica diventi un alibi per una fuga dalle responsabilità di un confronto che sia allo stesso tempo strumento di cambiamento e di recupero di ruolo e prerogative sindacali”.

Rimane ora da chiarire quali saranno i riscontri forniti dal ministero.

Lascia un commento