Ritenzione idrica: cause, sintomi e cura

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La ritenzione idrica è una situazione piuttosto comune nella popolazione italiana, in grado di interessare milioni di persone e, in particolar modo, le donne (stando ad alcune statistiche mediche, è possibile che la ritenzione idrica possa riguardare circa un terzo della popolazione italiana femminile). Ma quali sono le cause che possono essere alla base della ritenzione idrica? Come poterla curare?

Cerchiamo di rispondere gradualmente a tutte le domande, compiendo un piccolo passo indietro finalizzato a comprendere cosa sia la ritenzione idrica. La ritenzione idrica è infatti un termine che è utilizzato per poter contraddistinguere quella situazione che vede il nostro organismo “trattenere” eccessivamente i liquidi, i quali – a loro volta – vanno a posizionarsi nelle zone predisposte all’accumulo dei grassi come l’addome, i glutei, le cosce.

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Generalmente, il sintomo principale (per lo meno, esteriore) della ritenzione idrica è la presenza dell’edema, una condizione in cui l’accumulo di liquidi nei tessuti ne causa il loro anomalo rigonfiamento. A causa dell’alterata circolazione venosa e linfatica, insieme a questi liquidi ristagnano anche altri elementi dannosi come le tossine, che possono alterare il metabolismo cellulare che, già di per sè, sarà messo a dura prova dal ridotto apporto di ossigeno e di elementi nutrienti.

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Purtroppo, proprio per il fatto che la ritenzione idrica riguarda un così elevato numero di persone, spesso il problema è perfino troppo sottovalutate. Per esempio, molte donne indicano semplicemente nella ritenzione idrica il loro sovrappeso, dimenticandosi che la ritenzione idrica può contribuire ben poco all’incremento del peso se non vi sono patologie importanti in abbinamento. Pertanto, in presenza di ritenzione idrica, è buona norma cercare di effettuare dei test diagnostici puntuali e affidabili, condividendo con il proprio medico il da farsi.

Una volta accertata la situazione di ritenzione idrica nel proprio organismo, il medico consiglierà alcune terapie per cercare di correggere le cause che hanno dato origine al disturbo. Complessivamente, e in assenza di patologie importanti, si può ben ricordare come il principale elemento determinante la ritenzione idrica sia sostanzialmente un cattivo stile di vita. Possono favorire infatti la ritenzione idrica alcune abitudini ben poco salutari come – ad esempio – il fumo, un abuso di alcolici, il già ricordato sovrappeso, il consumo di troppi cibi salati, l’abuso di caffè e di farmaci, e così via.

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Oltre a correggere le “storture” nella propria abitudine di vita, è bene cercare di contrastare la ritenzione idrica con un pò di sano movimento. L’attività fisica, se eseguita razionalmente e con gradualità, può infatti contribuire a riattivare e rinforzare il microcircolo. Una passeggiata effettuata ogni giorno può fare davvero miracoli: di contro, tutti gli sport che prevedono degli impatti irruenti e frequenti sul terreno, possono essere controindicati per poter contrastare il fenomeno.

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Per quanto infine attiene il regime alimentare, consigliamo una dieta ad alto contenuto di fibre alimentari, che possa incrementare la motilità intestinale allontanando quindi il pericolo di stitichezza (un disturbo che a sua volta ostacola il deflusso venoso a livello addominale). Consumate pertanto molta frutta e verdura, concentrandovi soprattutto su quella che è ricca di acido ascorbico, una vitamina che protegge i capillari sanguigni. Pertanto, via libera a tutti gli alimenti ricchi di vitamina C come agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie, lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti, broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni e così via.

Infine, una volta alla settimana è consigliabile una dieta disintossicante ricca di liquidi (the, tisane, succhi di frutta) e vegetali, sostituendo magari la carne con il pesce, maggiormente digeribile. In tale giorno eliminate i grassi, con la sola eccezione di un pò di olio di oliva e olio di semi. Una sudata e un bagno faranno il resto!

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