Risonanza magnetica con contrasto, caratteristiche e scopi

risonanza magnetica

Tra i metodi possibili per effettuare la risonanza magnetica, spicca la sua esecuzione con l’iniezione di un c.d. “mezzo di contrasto”, che viene iniettato in vena. Si tratta, nel maggior dettaglio, di una sostanza paramagnetica che si distribuisce nei vasi e negli organi, modificando il segnale e l’immagine della risonanza magnetica. In altre parole, attraverso tale mezzo di contrasto è possibile visualizzare i vasi e le lesioni dell’organo, accentuando eventuali differenze tessutali e di vascolarizzazione.

L’utilizzo della risonanza magnetica con contrasto permette dunque di studiare più accuratamente le patologie neoplastiche e infiammatorie, senza invece contribuire positivamente alla determinazione delle malattie degenerative come, ad esempio, l’artrosi.

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Durata della risonanza magnetica con contrasto

La risonanza magnetica con contrasto comporta un incremento della durata della “tradizionale risonanza magnetica”, con allungamento dei tempi di esecuzione generalmente oscillanti tra un minimo di 5 minuti e un massimo di 20 minuti, a seconda della tipologia di esame.

Ricordiamo altresì che la durata dipende dalle parti del corpo che devono essere esaminate: si può quindi andare da 20 minuti per quelle più semplici, ai 60 minuti per quelle più complesse, o per la necessità di analizzare più parti.

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Controindicazioni e aspetti di attenzione

I mezzi di contrasto c.d. “paramagnetici” sono di norma meglio tollerati rispetto ai mezzi di contrasto c.d. “iodati” poiché il ridotto volume e il ridotto numero di moli di sostanza che vengono iniettati, non comporta alcun sostanziale rischio di tossicità. Gli effetti collaterali sono praticamente inesistenti nella maggioranza delle persone, e mai di particolare gravità.

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In ogni caso, è bene approcciare con grandissima cautela a tale processo, soprattutto per quanto concerne gli individui che presentano una preesistente reazione al mezzo di contrasto paramagnetico. Pur essendo piuttosto rare le reazioni allergiche, se il paziente riferisce allergie sarebbe opportuno contattare il medico per l’eventuale preparazione antiallergica (della durata di solito di tre giorni) a base di specifici farmaci.

In casi ancora più rari è possibile che l’utilizzo di mezzi di contrasto a base di gadolinio, a causa del loro accumulo, possano condurre a malattie nei pazienti con insufficienza renale grave, o in quelli cui è stato effettuato un trapianto di fegato.

Per questo motivo, anche per l’utilizzo dei mezzi di contrasto paramagnetici, vengono comunemente richiesti alcuni esami di laboratorio al fine di valutare la funzionalità dei reni. Per ottenere maggiori informazioni vi consigliamo naturalmente di ricorrere alla consulenza del vostro medico di fiducia, che saprà indicarvi le migliori soluzioni per qualsiasi dubbio o interrogativo.

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