Come recuperare da una notte insonne?

notte-insonne-1

A tutti voi sarà capitato, diverse volte nella vita, di trascorrere delle notti insonni. Bastano piccole o grandi preoccupazioni, una cena finita tardi, l’adrenalina che impedisce di rilassarsi anche sotto le lenzuola, e la notte passerà senza aver chiuso occhio, o quasi. Ma in che modo recuperare da una notte insonne? E in che modo garantirsi il giusto relax, importantissimo per poter prevenire malattie croniche come – ad esempio – il diabete, l’obesità, la depressione? Ebbene, se volete avere una risposta scientifica a tale domande, sappiate che l’Università della Sorbona, a Parigi, ha trovato il modo per recuperare le notti insonne, con poca fatica!

Leggi anche: Come risolvere l’insonnia nelle vacanze

Uno studio portato avanti dalla Università Sorbona di Parigi ha esaminato il comportamento di undici uomini di età compresa tra i 25 e i 32 anni, scoprendo che i livelli ormonali che vengono alterati da una notte insonne possono essere recuperati correttamente con un breve riposo pomeridiano di soli 30 minuti. In particolare, gli undici volontari avrebbero accettato di essere sottoposti all’esperimento, dormendo 8 ore la prima notte, ed essendo svegliati, nella seconda notte, sole 2 ore dopo dall’essersi addormentate. Il terzo giorno è stato quello decisivo per lo studio, avendo gli uomini oggetto dell’esperimento avuto la possibilità di riposare dopo pranzo.

notte-insonne-3

Ebbene, i ricercatori della Sorbona hanno esaminato i loro campioni di urina e di saliva, verificando la capacità del sonno di alterare i livelli ormonali, tra cui la norepinefrina, una molecola particolarmente importante nel sistema nervoso, che si occupa della frequenza cardiaca.

Leggi anche: Insonnia e difficoltà a dormire, ecco come migliorare il riposo

Gli studiosi hanno poi analizzato le analisi del sangue, scoprendo che il livello di norepinefrina era praticamente raddoppiato. Hanno inoltre individuato che non riposarsi bene influirebbe sui livelli di interleuchina-6, una proteina presente nella saliva dalle proprietà antivirali.

notte-insonne-2

La buona notizia è tuttavia un’altra: secondo lo studio, le due molecole possono essere riportate su livelli normali e naturali se dopo una nottata passata insonne ci si abbandona ad una pennichella pomeridiana per almeno 30 minuti.

Insomma, in sintesi, la cura per evitare la cattiva abitudine di dormire poco (abitudine che, secondo alcuni dati dell’Interview Survey National Health coinvolgerebbe quasi 3 adulti su 10, che affermerebbero di riposare in media meno di sei ore per notte) è davvero molto semplice: cercare, nell’arco della giornata, di ritagliarsi lo spazio per una pennichella di soli 30 minuti. Quanto basta per “ricaricare” le energie e dare nuova linfa al nostro corpo.

Lascia un commento