Radicali liberi, cosa sono e perché è importante conoscerli!

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Sempre più spesso si sente parlare di “radicali liberi”. Ma cosa sono? Quali sono le loro caratteristiche? Cerchiamo di conoscerli un po’ meglio, contribuendo a svelare i principali “miti” intorno ai radicali liberi, e a ciò che ne consegue!

Cosa sono i radicali liberi?

Il radicale libero è un elemento (molecola, atomo) molto reattivo, che contiene un elettrone nel suo orbitale più esterno: una caratteristica che li rende altamente instabili, e che innescano un meccanismo di “contagio”. Sostanzialmente, e senza scendere in eccessivi tecnicismi medici, le caratteristiche chimiche dei radicali liberi si ampliano a quelle delle molecole circostanti, innescando una reazione a catena che può danneggiare le strutture cellulari.

Ad ogni modo, niente paura: la produzione di radicali liberi è infatti un evento fisiologico e si verifica normalmente nelle reazioni biochimiche cellulari, soprattutto in quelle che utilizzano l’ossigeno per poter produrre energia. Non solo: i radicali liberi possono essere prodotti anche a causa di fattori esterni come l’inquinamento, il fumo, l’alcol, i farmaci, i raggi ultravioletti, lo stress psicofisico prolungato, alcuni additivi, e così via.

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Come contrastare i radicali liberi

I radicali liberi vengono contrastati autonomamente dal nostro organismo, quale unica possibilità di reazione alla loro presenza (sostanzialmente, non è possibile impedirne la formazione). Un fisico in forma può dunque contrastare una buona parte degli effetti negativi che sono associati alla produzione dei radicali liberi.

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Costituiscono principali meccanismi di detossificazione la c.d. “superossidodismutasi”, che converte l’anione superossido in perossido di idrogeno (acqua ossigenata), una molecola particolarmente dannosa per le cellule poiché, in presenza di ferro, libera il radicale ossidrile che risulta particolarmente difficile da controllare.

Ancora, il nostro organismo possiede la “catalasi”, una proteina che è in grado di convertire il perossido di idrogeno in acqua ed ossigeno. Infine, svolge un ruolo importante anche il glutatione, che può agire da solo o divenire il substrato di vari enzimi, agendo in modo simile alla proteina appena citata.

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Radicali liberi e sport, quale collegamento?

Come abbiamo avuto modo di dire, lo stress psicofisico prolungato (come quello che è determinato da uno sforzo derivante da attività fisica) può favorire la formazione dei radicali liberi. È d’altronde noto che in caso di esercizio fisico particolarmente ingente, il consumo di ossigeno può incrementare fino a 20 volte rispetto alla condizione di riposo: nei muscoli in attività, l’incremento può essere anche 100 volte superiore.

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Cosa ne consegue? Fondamentalmente, se da un lato l’incrementato flusso di ossigeno diventa essenziale per poter soddisfare le richieste energetiche, dall’altro lato fa crescere notevolmente anche la produzione di agenti ossidanti. Dunque, la quantità di radicali liberi prodotti aumenta, ed è direttamente proporzionale alla durata e all’intensità dell’esercizio fisico che, di contro, ed è inversamente proporzionale al livello di allenamento di chi lo pratica. Ne deriva una sintetica determinazione: il condizionamento fisico migliora la capacità antiossidante dell’organismo, consentendo agli atleti allenati di contrastare con maggiore efficienza i radicali liberi che vengono prodotti. In caso di scarsa preparazione fisica, o eccessiva intensità, il livello di radicali liberi prodotti può superare le difese dell’organismo: diventa quindi fondamentale cercare di assumere vitamine e antiossidanti.

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