Progesterone: cosa è, da dove viene e a cosa serve.

progesterone

Viene sintetizzato dalle ovaie in quantità modesta nella seconda metà del ciclo mestruale, subito dopo l’ovulazione ed ha il compito di determinare le condizioni bio-fisiche per la fecondazione dell’ovulo. Una volta avvenuta la fecondazione, è nella mucosa uterina, opportunamente adattata dal progesterone, che l’ovulo fecondato si annida, dando inizio alla gravidanza.

Il progesterone, prodotto in quantità più elevate durante la gravidanza, ha diverse funzioni, tra cui quella di evitare altre ovulazioni, continuare a favorire la secrezione endometriale che impedisce le contrazioni del miometrio e, azione di fondamentale importanza, bloccare la risposta immunitaria materna che,  riconoscendo l’embrione come corpo estraneo, ne determinerebbe l’espulsione.

Qualora invece non ci sia stata fecondazione,  dopo qualche giorno nell’ovaio inizia la regressione del corpo luteo. La conseguente riduzione del progesterone porta allo sfaldamento della mucosa uterina e alla conseguente espulsione degli ovuli non fecondati con la mestruazione.

Dal progesterone di origine naturale vengono estratti i principi impiegati in vari campi che vanno dalle terapie ormonali per ridurre il rischio di tumori endometriali o della mammella, sino alla realizzazioni di pillole anticoncezionali.

La sintesi del progesterone, nelle donne in età fertile, viene stimolata nella seconda metà del ciclo mestruale e segue una curva ascendente che vede un progressivo aumento, col raggiungimento del picco massimo di concentrazione, otto giorni circa  dopo la   fecondazione, per poi ridiscendere nuovamente, sebbene sempre con valori maggiorati.

Si parla di valori maggiorati perchè il progesterone, in caso di gravidanza, viene prodotto anche dalla placenta, e al servizio anche di quest’ultima, serve per evitare altre fecondazioni di ovuli, oltre che abbassare le difese immunitarie che porterebbero all’espulsione del feto, riconosciuto dal corpo della donna, come corpo estraneo.progesterone

Il progesterone, dopo aver raggiunto il picco massimo dopo otto giorni circa dalla fecondazione, segue una curva discendente per poi aumentare nuovamente tra la dodicesima e la venticinquesima settimana, per poi procedere con lentezza fino alla trentasettesima settimana. Il progesterone torna a diminuire solo nelle 2.3 settimane che precedono il parto.

Progesterone e menopausa.

progesterone

Intorno ai cinquant’anni, età media per le donne di entrata in menopausa la produzione di ormoni sessuali va incontro a delle variazioni che si manifestano con l’irregolarità del ciclo mestruale. La diminuzione di cicli ovulatori porta, oltre alla irregolarità del ciclo mestruale nella prima fase,  a cicli mestruali senza ovulazione nella fase successiva.

Pertanto in presenza di cicli irregolari, nella fase di perimenopausa, la somministrazione di  progesterone, puo’ aiutare a compensare quella naturale riduzione della produzione di estrogeni ed in qualche modo “regolarizzare” ancora il flusso mestruale, controbilanciando  gli effetti  estrogenici sulla mucosa uterina, riducendo il rischio di adenocarcinoma dell’endometrio.

progesterone

La riduzione di progesterone è sempre più evidente, già a partire dalla premenopausa, dove anche le ovai modificano la loro attività e riducono la loro stessa volumetria, rimpicciolendosi. Man mano che poi ci avviciniamo alla menopausa, il dosaggio ormonale manifesta sempre piu’ la riduzione e l’assenza di progesterone che, nell’insieme del calo ed oscillazione di estrogeni, diviene causa di una serie di alterazioni del corpo e della mente, ascrivibili a quei fenomeni tipici della menopausa.progesterone

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