Pirosi gastrica, sintomi e cura

Pirosi gastrica

Nonostante questo, non vi sono ricadute di rilievo sullo stato di salute generale del paziente che vive la patologia con momenti di remissione e di riacutizzazione, caratteristici a volte di una malattia cronica, quale è la pirosi gastrica, per la quale oltre tutto non esiste la possibilità di una guarigione completa.

I momenti di riacutizzazione della pirosi gastrica possono essere brevi o lunghi e vanno da meno di un anno fino a oltre 10 anni, e il 40% dei pazienti ne è colpito almeno un paio di volte alla settimana.

Pur non avendo serie ripercussioni sulla salute in generale, la pirosi gastrica incide decisamente sulla qualità della vita in quanto, oltre a ridurre le ore di sonno, costringe i soggetti sofferenti a sacrifici che comportano l’eliminazione dalla dieta quotidiana di una serie di alimenti e bevande che sono, solitamente, i responsabili dello scatenarsi di una crisi.

La pirosi gastrica può esordire in un periodo qualunque della vita, con una prevalenza che mostra una certa corrispondenza con l’avanzare dell’età. Tuttavia, di solito, le cause principali della patologia sono l’ulcera peptica e il reflusso gastroesofageo, disturbo che si presenta, in genere, dopo l’assunzione di determinati cibi o bevande o per l’abitudine di assumere determinati atteggiamenti posturali come il piegarsi in avanti troppo rapidamente.

Le cause principali

Tra le principali cause scatenanti, il fumo, la gravidanza, l’abitudine di indossare abiti troppo stretti in vita, l’assunzione di fritti, grassi, cibi speziati, cipolla, caffè, tè, alcolici e bibite gassate.

Altra causa della pirosi gastrica può essere l’assunzione, soprattutto se continuativa e per lunghi periodi, di determinati farmaci antinfiammatori, come l’acido acetilsalicilico e, ancora, lo stress, il peso corporeo eccessivo, dal momento che i chili in eccesso, premendo sullo stomaco, possono determinare un rigurgito gastroesofageo.

Per evitare di andare incontro a queste crisi di pirosi gastrica, è necessario adottare uno stile di vita, ovviamente anche alimentare, che escluda alcuni comportamenti o alcuni cibi.

Poiché, come detto in precedenza, questo disturbo si verifica particolarmente nelle ore notturne perché, stando sdraiati, la risalita dei succhi gastrici dallo stomaco è in un certo senso facilitata,  è necessario dormire con la testa sollevata rispetto al corpo per ostacolare, in un certo senso, la risalita. Sarà necessario, poi,  evitare cene impegnative, e comunque non coricarsi prima che siano passate le canoniche tre ore per la digestione. Non fumare, mangiare poco e spesso, avendo altresì cura di masticare bene ogni boccone in modo da alleggerire il più possibile il lavoro dello stomaco.

Nel caso la sola dieta alimentare non dovesse raggiungere gli effetti sperati, sarà necessario ricorrere ad una cura farmacologica che oggi si avvale di una relativamente nuova famiglia di farmaci, gli inibitori della pompa protonica, che da soli riescono a dare un sollievo prolungato dal bruciore.

Si tratta di un farmaco che ormai viene considerato quasi  da banco e che, con una sola somministrazione quotidiana, riesce a risolvere gran parte del problema.

Lascia un commento