Parassiti intestinali: come liberarsene con i rimedi naturali

I parassiti intestinali sono quegli organismi unicellulari o pluricellulari che colonizzano l’intestino, appropriandosi dei nutrimenti dell’organismo per crescere e riprodursi.

Classificazione parassiti intestinali

I parassiti intestinali si classificano in due grandi categorie: protozoi e metazoi.  I protozoi sono di dimensioni ridotte, all’incirca pochi micron, mentre i metazoi vanno da alcuni mm a diversi metri. I metazoi che infettano l’intestino umano sono gli elminti, ovvero i vermi intestinali. A loro volta si dividono in vermi cilindrici, i nematodi, e in vermi piatti, i platelminti. Questi ultimi si classificano ulteriormente in cestodi e trematodi.

I vermi intestinali protozoi più conosciuti al mondo sono: Giardia lamblia, Dientamoeba fragilis, Entamoeba histolytica, Cryptosporidium sp., Isospora bell e Balantidium coli.  Tra i metazoi invece abbiamo: Enterobius vermicularis, Ascaris lumbricoides (ascaridiasi), Trichuris trichiura, Ancylostoma duodenale, Necator americanus, Strongyloides stercoralis, Schistosoma spp. e Taenia spp. (Taenia saginata, dei bovini e Taenia solium, dei maiali).

Come si viene contagiati dai parassiti intestinali?

Essere contagiati dai parassiti intestinali non è difficile come sembra. Questi vermi possono entrare nel corpo umato attraverso l’ingestione di cibi crudi, poco cotti o lavati male. A volte è proprio l’acqua ed essere il veicolo di trasmissione.  Nei bambini il contagio avviene mettendo in bocca le mani sporche o non pulite bene dopo aver toccato acque contaminate. Alcune larve riescono addirittura a penetrare la cute quando a contatto con il terreno, solitamente di mani o piedi.

parassiti intestinali sintomi

L’epidemiologia vede i bambini come i soggetti più colpiti, poiché hanno difese immunitarie minori e non prestano molta attenzione all’igiene delle mani. Anche gli abitanti dei paesi in via di sviluppo o i soggetti immuni-deficienti possono essere colpiti.

I vermi raggiungono l’intestino seguendo un meccanismo ben preciso. Dopo che le uova sono state ingerite involontariamente, raggiungono l’intestino duodeno, ovvero la prima parte dell’intestino tenue. Qui si schiudono e diventano larve, nutrendosi dei nutrienti necessari, e aprono un varco nella parete dell’intestino. Da questo varco le large migrano nel sangue, raggiungendo i capillari polmonari, area in cui avviene l’accrescimento della larva.

Dopo circa dieci giorni, le larve presenti nei polmoni risalgono la trachea, favorite dai colpi di tosse, e raggiungono l’orofaringe.  Qui una parte viene eliminata con l’espettorato e un’altra parte re-ingerita. La porzione ingerita a sua volta ricolonizza l’intestino tenue e si accresce passando da larva a verme.

Quali sintomi si manifestano se si è affetti da parassiti intestinali?

I sintomi causati dai parassiti intestinali dipendono da diversi fattori quali:

  • Tipo d’infestante;
  • Difese immunitarie del soggetto attaccato;
  • Stadio di sviluppo del parassita;
  • Localizzazione del corpo;
  • Carica infestante.

I più comuni sintomi si registrano a livello gastro intestinale, apparato prediletto dai parassiti. Solitamente si manifestano dolore addominale, vomito, prurito anale, coliti, emorragie rettali, costipazione o diarrea fino a dissenteria. Effettuando gli esami del sangue si può evidenziare anemia e deficit di vitamina B12 e altri nutrienti. Inoltre possono comparire ittero, eritemi, ulcere cutanee, rosse, miositi, febbre, brividi, debolezza, mal di testa e sudorazione notturna.

I parassiti intestinali non causano sintomi gravi e non portano alla morte, poiché il verme in tal caso ne trarrebbe solo uno svantaggio. La sintomatologia, infatti, va da un grado di entità lieve fino a moderato. È più probabile che si è infetti dai vermi intestinali se i sintomi si presentano al ritorno da un viaggio in paesi tropicali o in via di sviluppo, quando si entra in contatto con soggetti già infetti, se si vive in condizioni di scarsa igiene. Secondo le statistiche, il 50% dei bambini in età pediatrica viene colpita da ossiuriasi.

Alcuni elminti, vengono espulsi spontaneamente tramite le feci, tant’è vero che per l’individuazione dei vermi si analizzano campioni di feci a distanza di 7-10 gironi per tre volte di seguito.

La tenia: il parassita intestinale più famoso

La Tenia, conosciuta anche come verme solitario, è il parassita intestinale più famoso. Morfologicamente è un elminta Cestode che colonizza l’intestino provocando disturbi gastro intestinali. Ne esistono diverse specie, ma quelle che interessano l’uomo sono solo tre: Taenia solium, Taenia saginata e Taenia asiatica.

La Tenia solium è conosciuta come tenia dei maiali, poiché ha come ospite intermedio l’intestino del maiale e ospite finale l’uomo.  La sua particolarità è di scatenare allo stadio larvale una parassitosi chiamata cisticercosi che interessa il sistema nervoso. La lunghezza tipica è di 2-3 metri e può raggiungere la lunghezza massima d’eccezione di 8 metri.

La Tenia saginata ha come ospite intermedio l’intestino del bovino e come ospite finale l’uomo. È la tipologia che può raggiungere la lunghezza maggiore, quella di 22 metri. Solitamente va dai 4 ai 10 metri.

Infine c’è la Tenia asiatica che colonizza generalmente i maiali, ma può essere ospitata dai bovini, anche se con minor frequenza. Anche in tal caso l’ospite finale è l’uomo. La lunghezza tipica è di 4-5 metri, mentre quella massima è di 8 metri.

I sintomi da infestazione da verme solitario appaiono solo dopo alcuni mesi della formazione del verme adulto.  L’infestazione infatti è inizialmente asintomatica. Il sintomo che caratterizza il verme solitario è la fame implacabile. Infatti, nonostante si mangi tanto e spesso, la fame non si placa, così come il senso di stanchezza e di debolezza, causati dalla mancanza di nutrienti che non vengono assorbiti dal corpo, ma bensì dal verme.

La Tenia viene identificata come tutti gli altri parassiti intestinali, ovvero tramite l’esame obiettivo, l’anamnesi e l’esame colturale delle feci. Solitamente si effettua il primo passaggio valutando anamnesi e l’esame obiettivo, per poi confermare la diagnosi con l’esame delle feci.

Combattere i parassiti intestinali con i rimedi naturali

Tramite la fitoterapia è possibile eliminare o ridurre la concentrazione dei vermi intestinali in qualsiasi stadio di accrescimento. Affinché il trattamento sia efficace, è fondamentale seguire una dieta sana, avendo cura di cuocere per bene i cibi e lavarli con acqua non contaminata o con disinfettanti. Per far si che i rimedi naturali facciano effetto, bisogna seguire il trattamento con mallo di noce nera, assenzio, chiodi di garofano o garcina cambogia per almeno dieci giorni.

parassiti intestinali rimedi naturali

Il Mallo di noce nera, conosciuta anche come Juglans nigra, era utilizzato dagli indiani d’America coma antiparassitario e antibatterico. Ha inoltre proprietà antivirali e antifungine. La tintura estratta da questo frutto distrugge i parassiti in stadio adulto e ne riduce l’accrescimento di almeno cento volte.

L’assenzio è un potente vermicida. Facilita la digestione e favorisce la secrezione biliare. È adatto per combattere i parassiti allo stadio larvale.

I chiodi di garofano invece sono utili per uccidere le uova dei vermi, quando ancora non si sono schiuse.

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