Onicofagia: quando mangiarsi le unghie è un problema serio

L’onicofagia è un disturbo molto diffuso che porta il soggetto a mangiarsi le unghie in maniera compulsiva, e nei casi gravi anche le pellicine e le cuticole che circondano la lamina ungueale.

Onicofagia: capiamo il problema

Mangiarsi le unghie è una cattivissima abitudine che si manifesta solitamente durante i periodi di forte stress, noia e nervosismo, ma anche durante periodi particolarmente ansiosi o che creano un profondo disagio. L’onicofago, colui che è affetto da onicofagia, ha un comportamento compulsivo nel mangiarsi unghie, pellicine e cuticole e attua questo meccanismo inconsciamente. I soggetti solitamente usano questo metodo come unica soluzione per clamarsi.

L’onicofagia infatti rientra nella categoria dei disturbi del controllo degli impulsi. Solitamente viene considerata tra i disturbi comportamentali ed emozionali che nascono e perdurano durante tutta l’infanzia e l’adolescenza. Quando trascurata, può persistere anche in età adulta.

Secondo Freud, mangiarsi le unghie è un sintomo di fissazione orale, che si manifesta prevalentemente con un’ossessiva stimolazione della zona. Inoltre il portare le mani alla bocca ricorda il momento dell’allattamento dal seno materno. Così come quell’azione calmava il bambino, anche il mangiarsi le unghie produce lo stesso effetto.

onicofagia sintomi

Solitamente l’azione si presenta quando vi è una causa psicologia come un ambiente familiare disturbato, ligi e incomprensioni, problemi sul lavoro, ansie, difficoltà nel gestire l’ansia ecc. Il disturbo sparisce da solo quando viene a mancare la causa che provoca il malessere, anche se si può ripresentare in successive situazioni di stress.

Può sembrare un problema banale ma questo disturbo porta il soggetto ad un atteggiamento tendenzialmente autolesionistico, per questo quando i casi sono gravi, bisogna ricorrere all’aiuto di uno psicoterapeuta per individuare le case scatenanti.

Quando l’onicofagia risulta incontrollata, è bene capire cosa si nasconde dietro, e adottare una serie di rimedi naturali, per evitare potenziali conseguenze sulla salute.

L’onicofagia colpisce indiscriminatamente adulti e bambini. L’abitudine di mangiarsi le unghie affligge nel 30% dei casi bambini tra i 7-10 anni e nel 45% gli adolescenti. Solitamente i soggetti smettono di mangiarsi le unghie all’età di trent’anni. Normalmente il disturbo non prende di mira delle dita specifiche, infatti tutte le unghie della mano sono morse allo stesso modo.

Onicofagia: i sintomi 

Spesso i pazienti nascondono questo problema poiché negano o ignorano il disturbo ritardando la diagnosi. I sintomi si distinguono in due azioni ben distinte quali:

  • Fase preliminare: il soggetto ispeziona e guarda attentamente le unghie e leonicofagia pellicine che le circondando così da ricercare i difetti che vanno eliminati. Qualsiasi irregolarità incita il paziente a stuzzicare l’area finché la pelle non diventa regolare.
  • Fase clou: il soggetto comincia a mordere tutto ciò che si trova all’estremità delle dita quindi unghie, cuticole, pelle che ricopre le unghie lateralmente, pelle sotto la lamina e così via.

Onicofagia: le cause 

Come dicevamo prima, mangiarsi le unghie è un’abitudine provocata da una situazione psicologia che mette il soggetto in una situazione di stress o ansia. Questa però è solo una delle possibili cause. Infatti, solitamente il soggetto onicofagico viene associato ad una persona in preda all’ansia e allo stress che scarica appunto la tensione mordicchiando pelle e unghie. In questi casi, l’atto di mangiarsi l’estremità delle dita permette a chi è affetto dal disturbo di scaricare la tensione. Nell’infanzia invece il meccanismo si presenta quando si verificano episodi d’incomprensioni o timore di perdere l’attenzione dei genitori.

onicofagia rimedi

Tra le altre cause abbiamo l’autolesionismo. Alcuni studiosi confermano che i soggetti timidi e remissivi esprimano la rabbia proprio tramite questo disturbo, anziché farlo verso l’esterno.

I bambini piccoli possono mangiarsi le unghie anche perché semplicemente imitano i genitori, senza alcuna condizione patologica più profonda. È bene ricordare che quando si è piccoli, ci si guarda intorno e si comincia ad assimilare tutte le informazioni che il mondo ha da offrire.

In fine abbiamo la noia. Alcuni soggetti affetti da onicofagia manifestano il disturbo proprio quando si annoiano, ad esempio mentre guardano la tv, in treno, in macchina, mentre parlano al telefono o durante gli eventi noiosi e lunghi.

Conseguenze dell’ onicofagia

Mangiarsi le unghie può sembrare una cattiva abitudine fine a se stessa, senza ripercussioni sula salute, ma non è così. L’onicofagia infatti può causare dolore, sanguinamento del letto ungueale e arrossamento della zona, oltre al danneggiamento di quella porzione di pelle che si trova ai margini dell’unghia a alla base. Inoltre, quando una cuticola non viene rimossa nel modo corretto, si possono creare infezioni batteriche o virali come le onicomicosi.

Chi mangia le unghie porta tutti quei microrganismi che si depositano per natura sotto le unghie in bocca. Anche la saliva può peggiorare la situazione.  L’onicofagia è anche correlata alle patologie dentali causando lesioni gengivali, usura degli incisivi, riassorbimento radicolare apicale e malocclusione dei denti anteriori, oltre a facilitare la diffusione d’infezioni alla bocca.

onicofagia cause

Da non sottovalutare poi quando si è affetti dal virus dell’Herpes simplex, il quale è in grado di sviluppare il giradito erpetico sulla falange del dito morso. In fine abbiamo le carie, provocate dall’intaccamento della sostanza adamantina che protegge i denti.

Per quanto riguarda il problema relativo all’ingerimento di pelle ed unghie, si possono verificare casi di soggetti che manifestano problemi allo stomaco.

Dal punto di vista sociale, una persona con delle brutte mani può rendere l’idea che si tratti di un soggetto timido, con una scarsa autostima, o che ha problemi nel gestire la rabbia. Per questo motivo spesso si dice che le mani sono lo specchio dell’anima. Infatti, chi si mangia le unghie ricorre alla ricostruzione, al fine di non avere nulla da mordere e poi per sentirsi essenzialmente più sicure nella vita quotidiana.

L’onicofagia è correlata anche ad altri disturbi comportamentali ripetitivi come la Dermatillomania, la Dermatofagia e la Tricotillomania.

Rimedi naturali per l’ onicofagia

Quando l’onicofagia è un disturbo non patologico, si può trattare il problema con dei semplici rimedi naturali e qualche piccolo esercizio comportamentale. Tra i rimedi naturali abbiamo la fitoterapia, ovvero l’utilizzo delle piante, l’omeopatia e i fiori di Bach.

Tra le piante consigliate per smettere di mangiarsi le unghie abbiamo:

  • Il peperoncino: contiene capsaicina, il principio attivo che causa il sapore piccante. Si può utilizzare in polvere strofinato sull’unghia o sotto forma di smalto trasparente da applicare.
  • L’aloe vera: contiene antrachinoni catartici delle sostanze amarissime al gusto. Si applica sotto forma di gel o di tintura madre.
  • Il tea tree oil: rappresenta il principio attivo di una pianta dal sapore molto sgradevole, la pianta di melaleuca.
  • La genziana: anche questa pianta se applicata sull’unghia tramite tintura madre induce il soggetto a non mordersi le unghie per via del sapore amaro.

Oltre alle applicazioni direttamente sull’unghia, si può agire sullo stato psicologico, tramite rimedi erboristici antistress. Si può infatti optare per le tisane rilassanti a base di erbe come tiglio, iperico, camomilla, biancospino, melissa, passiflora e boldo.

iperico onicofagiaL’iperico contiene dei principi attivi ad azione sedativa che si possono assumere sotto forma di tintura madre o estratto secco. Il tiglio invece è rilassante e si assume sotto forma di macerato glicerico. Il boldo invece è una pianta utilizzata spesso da chi soffre di tic nervosi.

I rimedi omeopatici ed i fiori di Bach agiscono sulle possibili cause scatenati a livelli psicologico. Tra i rimedi omeopatici per l’onicofagia più utilizzati abbiamo l’Ignatia, la Staphysagria, il Phosphoricum acidum, l’Agricus, l’Ammonium bromatum e il Natrum muriaticum.

I fiori di Bach si assumono mediante gocce sublinguali, 4 gocce, 4 volte al giorno. Tra questi figurano l’Agrimony usato per gli stati ansiosi causati da comportamenti ossessivi, lo Cherry plum nei soggetti cui manca l’autocontrollo e il White Chestunt per i tic nervosi in generale.

Prodotti per l’ onicofagia consigliati

Cherry Plum onicofagiaPer combattere il problema dal punto di vista comportamentale ci si può rivolgere al libro “Basta mangiarsi le unghie!” di Bertrand Labes. Si tratta di un testo ideato per sbarazzarsi del problema che causa disagi sia dal punto di vista estetico che psicologico.

L’integratore a base d’iperico o conosciuto con il nome di erba di San Giovanni, è perfetto per combattere gli stati depressivi e l’ansia, spesso cause dell’onicofagia. Una capsula contiene 230 mg di estratto secco di fiore d’iperico (Hypericum perforatum L.), titolato allo 0,3% in ipericina.White Chestnut onicofagia

Da applicare direttamente sulle unghie abbiamo l’olio essenziale di Tea tree Bio, dal sapore amaro e fastidioso al gusto.

Tra i fiori di Bach consigliamo l’Agrimony, lo Cherry Plum e il White Chestnut, tutti e tre da assumere per via orale seguendo la posologia sopra indicata ovvero quattro gocce per quattro volte al giorno.

Lascia un commento