Morbillo: un’infezione che colpisce soprattutto i bambini da non sottovalutare

Chi non conosce o non hai mai sentito parlare di morbillo. Da bambini è molto probabile che l’avete avuto o probabilmente se avete figli, avete il timore che possano averlo contratto.

Il Morbillo è una infezione respiratoria presente solo nell’essere umano e altamente contagiosa. Colpisce tipicamente i bambini tra gli 1 e i 3 anni ma una volta contratto, non dovrebbe più presentarsi per tutta la vita. In Italia è un fenomeno quasi scomparso grazie al vaccino di richiamo.
Ciò nonostante è bene sapere quali sono i sintomi, anche visivi, della presenza del morbillo prima ancora dell’apparizione delle note macchie rosse.

Cos’è il morbillo

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Il morbillo è una malattia infettiva causata dal virus Paramyxovirus della famiglia dei Morbillivirus. Siccome colpisce i bambini molto piccoli viene definita una malattia infantile come la rosolia, la varicella e la pertosse. Ciò nonostante ci sono casi di persone adulte contagiate.
Il morbillo è una virus contagioso e tra i sintomi più evidenti c’è questa eruzione cutanea che, partendo da faccia e orecchie, si espande su tutta la superficie del corpo. Dura tra i 10 e 20 giorni e, qualora venisse contratto, bisognerà allertare le autorità sanitarie e mantenere in quarantena il bambino o adulto colpito.

Il morbillo è una malattia endemica, ossia che è continuamente presente all’interno di comunità. Molte persone riescono ad essere autoimmuni mentre, nel caso in cui si espanda il virus in comunità non vaccinate, l’effetto può essere devastante e portare addirittura a infezioni gravi e alla morte. Nel 1529 una epidemia di morbillo esplosa a Cuba, uccise gran parte della popolazione, così come in Honduras, in Messico e nell’America Centrale.
Il Morbillo, quando non contenuto e curato, ha causato infestazioni che hanno portato, tra il 1855 e il 2005, a circa 200 milioni di morti in tutto il mondo.
Purtroppo nei paesi sottosviluppati le probabilità di decesso per via di questo virus, prevenibili grazie a un vaccino, sono tutt’oggi ancora molto elevati.
Grazie però agli aiuti umanitari che hanno permesso di portare il vaccino anche nei paesi più ad alto rischio, la percentuale negli anni più recenti si è notevolmente abbassata.

Continuano ad esserci casi molto gravi di contagio, con conseguente decesso anche nei paesi sviluppati. Tra il 2013 e il 2014 ci sono stati circa 10.000 casi di contagio in Europa e 100 decessi in Vietnam.Tra il 2014 e il 2015 un’altra epidemia ha colpito gli Stati Uniti e Berlino, causando decessi per l’insorgere di altre malattie a seguito del morbillo, come la polmonite, e a circa 782 persone infette.

Sintomi

Il morbillo è una malattia che si trasmette molto facilmente per via respiratoria, soprattutto tramite i colpi di tosse e gli starnuti, e ha un periodo di incubazione di circa 10 giorni. I primi sintomi sono la presenza e l’aumento di febbre, gola secca e raffreddore, poi compaiano i primi punti bianchi all’interno della bocca. Solo dopo 3 o 4 giorni esploderà l’eruzione cutanea composta da piccoli punti rossi.
La febbre alta si presenta e perdura per circa 4 giorni, insieme a tosse, raffreddore e congiuntivite. A seguire si presentano delle macchie bianche in bocca e sotto lingua detto macchie di Köplik che confermano la presenza del morbillo. Riuscire a vedere questa macchie può aiutare a evitare la diffusione e il contagio della malattia. Dopo circa 5 giorni si presentano le macchie rossastre sul viso e su tutto il corpo che causano prurito. In totale la durata del morbillo è di circa 3 settimane. Quando le macchie spariscono assumono un colore marrone e lasciano leggere desquamazioni che finiranno per scomparire totalmente.

Eventuali complicazioni

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Il morbillo è una malattia che raramente porta a complicazioni ma ci possono essere casistiche, soprattutto in persone non vaccinate e nei bambini. Il morbillo è stato causa, e lo è tutt’ora, di aggravamenti e addirittura decessi. Non è il morbillo in sé la causa del decesso ma le infezioni batteriche tipo otite, laringite, diarrea, polmonite e encefaliti. Queste infezioni si presentano di più nei bambini e nelle persone con problematiche già presenti o immunocompromesse.

Il morbillo è per questo motivo, considerata una delle malattie infettive più pericolose dell’infanzia e che diventa più grave se il soggetto colpito è molto piccolo. Oltre alle complicazioni più comuni descritte sopra, possono esserci complicazioni più gravi come epatite, strabismo e meningite. Nei casi più gravi, il morbillo può comportare malattie oculari, gravi complicazioni cardiache o al sistema nervoso.

Per capire se il morbillo ha portato a conseguenze gravi, i sintomi che si presentano sono dolore toracico, presenza di sangue nella tosse, fiacchezza, confusione e convulsioni.

Complicazioni nelle donne incinta

Se una donna in gravidanza contrae il morbillo e non è vaccinata, possono presentarsi dei pericoli come:

  • l’aborto spontaneo
  • nascita del bambino morto durante il parto
  • parto prematuro
  • sottopeso del bambino appena nato

Come curare il morbillo

Il morbillo non ha una cura specifica e può essere prevenuto tramite vaccinazione.
Si possono curare e alleviare i sintomi che si presentano con l’infezione grazie a del riposo e a medicinali come il paracetamolo per abbassare la febbre, sciroppi per calmare la tosse e gocce per gli occhi.

Il vaccino

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Nei paesi sviluppati viene utilizzato il vaccino MPR (Morbillo, Parotite e Rosolia) nei bambini dopo i 12 mesi di età. Infatti i bambini nati da madre vaccinata, sono autoimmuni per altri 6 mesi. Un secondo vaccino viene somministrato nel bambino tra i 4 e i 5 anni, in modo da aumentarne l’immunità. Grazie al vaccino il morbillo è diventato relativamente raro così come le conseguenze e i sintomi più gravi. Il vaccino non va somministrato alle donne in gravidanza.

Trattamenti

Per abbassare la febbre e i dolori relativi, si possono assumere farmaci antinfiammatori e analgesici come il paracetamolo e l’ibuprofene.
Per curare i sintomi del raffreddore si può ricorrere a rimedi fatti in case come l’aerosol o l’assunzione di bibite calde con un po’ di limone o miele.

Oltre all’utilizzo di medicinali per ridurre la febbre e lenire i sintomi del raffreddore, si raccomanda l’uso di vitamina A per diminuire il rischio di cecità.

Per alleviare il prurito e il bruciore degli occhi, si può tenere bassa la luce nella cameretta dei bambini e tamponare con una garza umida gli occhi del bimbo. È bene anche mantenere il bambino idratato facendolo bere e cercando di abbassare la temperatura corporea dovuta a febbre alta con spugne imbevute d’acqua.
Contro il prurito dovuto dalle escoriazioni sulla pelle, si può utilizzare un prodotto alleviante contro il prurito e lenitivo.

Per non provocare una diffusione è bene mantenere il colpito da morbillo isolato e non recarsi a scuola o in ufficio. Utilizzate anche degli spray igienizzanti per prevenire il contagio. Solo quando le eruzioni cutanee e tutti i sintomi saranno completamente scomparsi non ci sarà più la possibilità di contagiare gli altri.

Quando appaiono i primi sintomi del morbillo, è bene recarsi subito da un medico che effettuerà un esame obiettivo per confermare la sintomatologia. Se in dubbio si può ricorrere a test tramite la tamponazione della saliva e degli esami del sangue.

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