La meningite, sintomi e cause

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Patologia tra le più comuni del sistema nervoso centrale ed è di origine infettiva. Responsabili della patologia sono alcuni batteri quali gli streptococchi del gruppo B (Haemophilus influenzae) che sono la causa delle infezioni che si verificano durante il primo e il secondo mese di vita, i meningococchi (Neisseria Meningitidis)  e, infine,  gli pneumococchi (streptococcus pneumoniae).

I  tipi di meningite più ricorrenti, o meglio, più comuni sono la meningite asettica, la forma più lieve che, in genere,  si risolve  quasi spontaneamente e la meningite batterica, la più grave in assoluto, che può diventare acuta e quindi anche letale, in alcuni casi.

La meningite da streptococco è ormai debellata sia nel nostro Paese che in Europa  in quanto la vaccinazione è inserita nel protocollo dell’infanzia, così come per quella da meningococco, e quindi tutti i nuovi nati sono protetti, mentre per la meningite da pneumococco, la questione è decisamente più critica.

Ma la meningite più pericolosa e anche fatale in alcuni casi, soprattutto se non curata tempestivamente,  è la meningite da meningococco, diffusa nei  paesi occidentali in quanto il suo  agente patogeno è presente nel rinofaringe del 5% della popolazione.

Il periodo di incubazione è decisamente breve, dalle poche ore ai 3-4 giorni, e si contrae per mezzo  delle goccioline respiratorie e il contatto.
Rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia gode di una incidenza minore di questa pericolosa malattia, con prevalenza nel periodo invernale e primaverile.

I sintomi sono febbre, cefalea e rigidità nucale, vomito e, nel giro di 24 ore, è possibile che si raggiungano condizioni estremamente gravi. La sintomatologia sia nei bambini che negli anziani può essere anche diversa e non mostrare i sintomi caratteristici che abbiamo appena elencato. Può presentare febbre, ipotermia, scarso appetito, vomito, crisi convulsive e, in alcuni casi, ingrossamento del capo e delle fontanelle.

Per combattere efficacemente questa grave malattia infettiva è necessario che si giunga ad una diagnosi nel minor tempo possibile in modo da poter mettere in atto tempestivamente una adeguata terapia antibiotica in modo da evitare quelle complicanze, anche gravi, che addirittura possono essere letali.

I soggetti che hanno superato una forma grave di meningite possono restare segnati per la vita in quanto possono avere effetti permanenti quali sordità, crisi convulsive ricorrenti e ritardo mentale. Il problema è che sono in continuo aumento gli pneumococchi resistenti agli antibiotici di terza generazione, le cefalosporine, questo a causa di una dissennata abitudine di usare spesso a sproposito gli antibiotici, senza  la prescrizione medica. Quindi è necessario ricorrere agli antibiotici di ultima generazione, nella speranza che anche questi non diventino inefficaci in tempi brevi.

Dal momento che la meningite si ripresenta, spesso, in alcuni periodi dell’anno e specialmente nelle comunità dove più facilmente gli agenti patogeni possono trovare un terreno di coltura a loro più congeniale, sarebbe buona norma che la vaccinazione, anche se non obbligatoria, obbligatorietà che esiste solo per i nuovi nati,  fosse estesa anche ad altri soggetti.
Del resto, le infezioni come questa possono essere sconfitte solo con una massiccia vaccinazione, in modo che l’agente patogeno non trovi terreno adatto alla sua proliferazione.

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