Luppolo: non solo birra ma tanto altro

Il luppolo è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Cannabacee conosciuta principalmente per la produzione della birra.

La pianta di luppolo

La pianta appartenente alla stessa famiglia della Cannabis cresce spontanea lungo le siepi e ai margini dei boschi fino 1500 metri di altitudine. È tipica dell’Europa, America del Nord e Asia.  Si presenta con un fusto sottile lungo fino a 10 metri ricoperto di peli, mentre le foglie sono a forma di cuore.

Le infiorescenze presentano una polverina in superficie di colore gialla e molto odorosa, chiamata luppolina. È una pianta dioica ovvero ha sia infiorescenze maschili che femminili. In fitoterapia e in medicina omeopatica si utilizzano quelle femminili.

Il luppolo era utilizzato in tempi antichi per le sue virtù fitoterapiche. Il suo utilizzo per la produzione della birra risale al IX secolo d.C. quando i tedeschi ebbero l’idea di usare questa pianta per conservare a lungo la famosa bevanda alcolica.

Composizione chimica del luppolo

Questa pianta molto nota in ambito alimentare ma poco nel settore cosmetico e fitoterapico è composta da flavonoidi, oli essenziali come mircene, umulene, cariofillene, tannini e xantumolo, alfa-acidi amari, fra cui ricordiamo l’umulone, il coumulone e l’adumulone, beta-acidi amari, fra cui ritroviamo il lupulone, il colupulone e l’adlupulone, tannini, fitoestrogeni e acidi fenolici quali acido caffeico e clorogenico.

Proprietà del luppolo

Il luppolo oltre ad essere utilizzato per la produzione della birra, è il componente di molte tisane insieme alla melissa e alla valeriana grazie al suo effetto sedativo. Le proprietà sedative sono sfruttate in ambito fitoterapico per combattere gli stati d’ansia, l’irrequietezza, l’insonnia e l’eccitazione nervosa.  Questa proprietà confermata scientificamente è da ricondurre al lupulone e all’umulone, con precisione dai prodotti che derivano dalla loro ossidazione.

luppolo essiccato

Oltre alla proprietà sedativa, il luppolo è conosciuto anche per la potenziale attività antitumorale grazie ai fitoestrogeni in esso contenuti. Uno studio condotto in merito all’efficacia del luppolo di combattere i tumori ha confermato che questa pianta ha la capacità di inibire la crescita delle cellule tumorali tramite l’effetto estrogenico esercitato dagli stessi fitoestrogeni. Un altro studio ha invece dimostrato che i flavonoidi, in particolare lo xantumolo che impedisce la proliferazione delle cellule cancerose dei tumori al seno, alle ovaie e al colon.

Secondo studi scientifici effettuati in vitro, è stato dimostrato che l’umulone impedisce lo sviluppo delle cellule tumorali della leucemia.

Luppolo in omeopatia

Nella medicina popolare, la pianta famosa per la produzione della birra è usata per trattare le infiammazioni della muscosa intestinale, dolore neuropatico e priapismo. Il sapore amaro vede l’uso del luppolo per stimolare l’appetito e la produzione di succhi gastrici per favorire la digestione. In medicina omeopatica è sfruttato per combattere l’insonnia, agitazione e spermatorrea.  Per questo scopo si assume sotto forma di granuli, mentre contro l’insonnia si consiglia l’assunzione di tintura madre diluita e ingerita.

È adoprato anche nel mondo femminile per agire su due disturbi comunissimi nelle donne, la menopausa e la premenopausa. Inoltre sull’uomo pare abbia proprietà anafrodisiaca mentre sulle donne agisce in modo opposto aumentando il desiderio sessuale proprio come la cannella.

La polvere di luppolo è consigliata per cicatrizzare velocemente ferite e piaghe. Inoltre ha proprietà elasticizzanti, purificanti e antipruriginose per la pelle, il che fa di questa pianta un’ottima soluzione per dermatiti e pelle flaccida.

Luppolo e birra

La birra è formata da quattro ingredienti fondamentali quali acqua, luppolo, lievito e malto. L’introduzione del luppolo per produrre la birra risale al tredicesimo secolo grazie a Suor Hilgedard von Bingen (1098-1179) dell’Abbazia di St. Rupert in Germania. Si scoprì che questa pianta aveva la capacità di bloccare la putrefazione della birra e allungarne la vita, permettendone il commercio. La pratica di luppolare la birra si espanse prima di Boemia, poi in Germania e Olanda.

In Gran Bretagna arrivò solo verso la fine del sedicesimo secolo.  I romani che giunsero in Britannia usavano il luppolo per preparare infusi con cereali rosmarino, mirto, maggiorana, camomilla, menta e fieno. Con il tempo l’uso delle spezie cadde in disuso mentre il luppolo acquisì un ruolo fondamentale nella produzione della bevanda alcolica. Nel 1516 Guglielmo IV di Baviera emanò una legge che impose ai produttori di birra di usare esclusivamente acqua, orzo e luppolo. Proprio grazie a questa legge e alle proprietà conservatrici della pianta, la birra poté essere trasportata e diffusa in scala globale senza subire alterazioni organolettiche.

Durante il processo di fermentazione della birra, il luppolo ha un ruolo fondamentale. Le infiorescenze femminili sono ricche di ghiandole che secernono resine gialle e amare formate da a-acidi come luppolina, umulone e lupulone e polifenoli come flobafeni e xatumolo. L’umulene è il responsabile del gusto amaro mentre la luppolina dell’azione conservante.

In base al tipo di luppolo che si usa, alle concentrazioni di a-acidi e flavonoidi, la birra acquisisce un sapore caratteristico. A secondo della birra che si vuole preparare, si utilizza una tipologia di luppolo anziché un’altra. Se volete preparare la birra in casa, il libro “Gli ingredienti della birra: il luppolo: La guida pratica all’aroma e alla cultura del luppolo” è un valido aiuto per ottenere una birra degna di essere chiamata così.

Effetti collaterali e controindicazioni

Il luppolo di per se non causa effetti collaterali ma se assunto in gradi dosi, soprattutto per lunghi periodi può causare vertigini e cambiamenti cognitivi. Inoltre può provocare reazione allergica nei soggetti sensibili. Se ne sconsiglia l’utilizzo in gravidanza e nei pazienti affetti da depressione. Alcuni studiosi sconsigliano l’assunzione anche nelle donne affette da tumore al seno estrogeno-dipendente (a causa dei fitoestrogeni contenuti nella pianta). Può interagire con psicofarmaci e alcool accentuando l’effetto sedativo, e con la terapia ormonale per interazione dell’effetto estrogenico.

Prodotti consigliati a base di luppolo

Anastore propone compresse a base di luppolo e actea a grappoli per attenuare efficacemente le vampate di colore e tutti i disturbi legati alla menopausa e alla premenopausa.

Ogni capsula è composta da estratto secco di radice e rizoma di actea a grappoli titolato al 2,5% in glicosidi triterpenici e 85 mg di estratto secco di coni di luppolo di Humulus lupulus titolato allo 0,152% in 8-prenilnaringenina.

La posologia indicata è di una compressa al giorno da assumere durante i pasti con mezzo bicchiere d’acqua.

Le capsule di luppolo prodotte da Fitofficinalia sono un prodotto erboristico per favorire il sonno, la digestione, stimolare l’appetenza e combattere la dispepsia nervosa. Se ne consiglia l’uso di due capsule al giorno.

Per la preparazione di tisane fai da te, consigliamo i fiori di luppolo da usare assoluti o in concomitanza con altre erbe e fiori.

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