Ipotiroidismo: cos’è e come guarirne?

L’ipotiroidismo è una condiziona patologica che vede la tiroide incapace di produrre le giuste quantità di ormoni per il corpo.

Ipotiroidismo e tiroide

Le cause di questa malattie sono varie, per questo i medici hanno suddiviso l’ipotiroidismo in quatto macro categorie: ipotiroidismo primitivo, ipotiroidismo secondario, ipotiroidismo terziario e ipotiroidismo iatrogeno. Gli ormoni tiroidei sono importantissimi per il corpo umano, svolgendo diversi compiti.

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla posta alla base della gola.  Si occupa di regolare il metabolismo corporeo, la sintesi proteica, lo sviluppo di ossa e cervello nel feto, della pelle, dell’apparato pilifero e degli organi genitali. Inoltre regola il battito del cuore, la temperatura corporea ed in fine l’ematopoiesi.  Per svolgere tutte queste attività, la tiroide utilizza tre ormoni da essa sintetizzati quali triiodotironina (detta anche T3), la tiroxina (detta anche T4) e la calcitonina.

Quando la tiroide non è capace di sintetizzare la giusta quantità di ormoni T3 e T4, genera l’ipotiroidismo.  Questa patologia rientra nella classificazione delle malattie della tiroide insieme ad altre tipologie come il gozzo, l’ipertiroidismo, tiroidite ecc.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in tutto il mondo sono circa un miliardo le persone che soffrono di una malattia tiroidea.  In Italia è invece il 20% della popolazione.  In particolare l’ipotiroidismo colpisce lo 0,5%-1% della popolazione, in particolare il sesso femminile e in età avanzata.  La forma d’ipotiroidismo più diffusa è quella primaria.

Cause dell’ipotiroidismo

Poiché le cause di questa patologia sono molte, gli esperti hanno suddiviso l’ipotiroidismo in quattro categorie.

L’ipotiroidismo primario è dovuto alla disfunzione specifica della tiroide. Le cause sono malattie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto, mancanza di iodio e rimozione parziale o totale della ghiandola.

L’ipotiroidismo secondario è causato dal malfunzionamento dell’ipofisi, la ghiandola regolatrice dell’attività tiroidea, con conseguente malfunzionamento del sistema ormonale ipofisario.  A provocare questa condizione sono le neoplasie ipofisarie o lesioni a carico dell’ipofisi dovute a traumi, aneurisma e radioterapia.

L’ipotiroidismo terziario è provocato da un cattivo funzionamento dell’ipotalamo e del sistema ormonale ipotalamico. Causa questa condizione neoplasie ipotalamiche o lesioni a carico della sua struttura.

In fine c’è l’ipotiroidismo iatrogeno dovuto ad un errato trattamento a parte del medico. Si viene a creare quando si usano dosi eccessive di farmaci antitiroidei, somministrati al fine di curare lo scompenso ormonale.

Sintomi ipotiroidismo

Quando un soggetto è affetto da questa condizione anomala, si presentano diversi sintomi a secondo dell’entità del problema.  Lo scompenso ormonale quando si presenta nel feto o nei bambini, causa danni irreversibili come rallentamento del ritmo di crescita, cretinismo e nei ragazzi quasi adolescenti, ritardo nello sviluppo sessuale.

Negli adulti invece le conseguenze della malattia sono meno gravi, ma comunque considerevoli. Tra i sintomi figurano:

  • Pelle secca e capelli sottili
  • Debolezza muscolare cronica
  • Zone palpebrali e rime ristrette, sopracciglia scarse, bocca semiaperta e lingua ingrossata
  • Pelle fredda e insofferenza alle basse temperatura
  • Depressione, sonnolenza e letargia
  • Obesità, anemia e costipazione
  • Problemi di memoria
  • Flusso mestruale abbondante
  • Crampi
  • Bradicardia
  • Livelli alti di colesterolo cattivo e trigliceridi nel sangue

Quando l’ipotiroidismo non è trattato, o è trattato male, può causare delle contrindicazioni e dar luogo a complicanze come il gozzo, problemi al cuore, neuropatia periferica, mixedema, calo della fertilità e difetti congeniti nei bambini nati da donne affette dalla patologia.

Diagnosticare l’ipotiroidismo

La diagnosi viene effettuata seguendo un esame obiettivo, valutando insieme al paziente i sintomi ed un semplice esame del angue. Si valuta in tal caso i livelli ematici dell’ormone ipofisario TSH e degli ormoni tiroidei. Chi è affetto da tale patologia solitamente presenta alti livelli di TSH e bassi livelli degli ormoni T3 e T4. Questo perché gli ormoni tiroidei sono stimolati alla produzione dall’ormone ipofisario TSH. Poiché però la tiroide non riesce a produrre le giuste quantità, il cervello mette in circolo molti più ormoni TSH, con la speranza di attivare la stimolazione degli ormoni T3 e T4.  

ipotiroidismo secondario

Trattare l’ipotiroidismo

Lo scompenso ormonale che crea l’ipotiroidismo viene trattato con la somministrazione quotidiana di tiroxina sintetica, al fine di recuperare e mantenerne i livelli ormonali nella norma.  La terapia viene prescita del medico in seguito alla diagnosi e alle analisi del sangue, poiché bisogna valutare quale sia la giusta dose da somministrate, in quanto una dose eccessiva potrebbe causare l’ipertiroidismo, mentre una dose insufficiente sarebbe del tutto inutile. Solitamente si effettua un controllo ogni 2-3 mesi al fine di accertarsi che la terapia ormonale sostitutiva sita facendo effetto.

Rimedi naturali per l’ipotiroidismo

È fondamentale abbinare alla terapia ormonale una dieta alimentare ricca di iodio e selenio. Questi due Sali minerali aiutano a ristabilire la funzionalità nella tiroide.  Per questo scopo ci sono le alghe marine e l’olio di cocco ricchissime di iodio. Bisogna invece prestare attenzione a cavoli, broccoli, rape, semi di lino e soia poiché limitano l’assorbimento di iodio. Il selenio invece si trova nelle arachidi, fagioli, nei mais, nel parmigiano, nelle lenticchie, nei pistacchi e nell’olio di noce brasiliana. A questo scopo ci sono degli integratori naturali a base di selenio e vitamina o selenio e iodio.

ipotiroidismo cause

Il fucus è una delle alghe più ricche di iodio. Si assume tramite integratori naturali o applicato sulla cute sottoforma di fanghi per combattere la cellulite. Lo iodio da assumere con gli integratori è quello di tipo organico.

Anche l’agopuntura cinese è un’ottima soluzione al problema.  Solitamente si ottengono benefici già dopo 5-7 sedute. Restando sempre in ambito dei rimedi omeopatici cinesi, anche i funghi sono ideali per alleviare l’ipotiroidismo secondario, causato dalla tiroide di Hashimoto.

Integratori per trattare l’ipotiroidismo

Anastore popone un integratore alimentare a base di selenio e vitamina C per aiutare la tiroide a ristabilire i normali livelli di ormoni tiroidei. Nel trattamento della patologia l’integratore va assunto in dose di due compresse al giorno da accompagnare alla terapia ormonale sostitutiva.

Biomenta Iodio Plus è invece un integratore a base di iodio organico, acido folico, ferro e selenio. È ideale da assumere quando il corpo necessità di un quantitativo maggiore di Sali minerali, condizione che si presenta in caso d’ipotiroidismo durante gravidanza e allattamento.

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