Ipotiroidismo subclinico, cosa è e come intervenire

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L’ipotiroidismo subclinico è una condizione contraddistinta dall’incremento del TSH maggiore di 10 microIU/ml con FT4 e FT3 nella norma, e con sintomi clinici che risultano essere assenti o sfumati.

Diffuso nel 5% delle donne e nel 3% degli uomini, tale condizione incrementa con l’età e, nella maggior parte dei casi, rimane stabile nel tempo. Si tenga tuttavia conto che, seppur in minime percentuali possa regredire, in percentuali variabile può invece evolvere verso l’ipotiroidismo conclamato. Cosa fare, dunque, se riscontriamo di avere il TSH alto?

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La prima cosa da fare, successivamente all’esame, è… ripeterlo: l’esame va infatti replicato dopo qualche settimane al fine di comprendere se si sia trattato di un’anomalia transitoria, accompagnando il tutto con l’esame del FT4, che comprende di valutare la gravità dell’ipotiroidismo, e con l’esame dell’AbTPO, che può escludere o meno una patologia autoimmune (la tiroidite di Hashimoto), che a sua volta è la causa principale dell’ipotiroidismo.

Chi è maggiormente a rischio

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Come noto, alcuni pazienti possono essere ritenuti a maggiore rischio di contrarre ipotiroidismo subclinico:

  • pazienti affetti da Sindrome di Down,
  • donne nel post-partum (entro 6 mesi),
  • donne in menopausa,
  • pazienti con ipercolesterolemia specie se non sensibile alla dieta,
  • pazienti con FA o scompenso cardiaco,
  • pazienti con familiarità per tireopatie, specie se donne
  • pazienti con altre malattie autoimmuni (vitiligine…)
  • pazienti anziani
  • pazienti con diabete mellito tipo 1.

Una volta stabilita la propria condizione di ipotiroidismo subclinico, è buona norma ricontrollare i livelli di TSH a distanza di qualche mese. Se viene confermato l’ipotiroidismo, è appropriata la richiesta di una ecografia tiroide, la quale può fornire come risultati una situazione della norma, o un pattern ecografico tipico della tiroidie cronica autoimmune, con presenza di setti fibrosi o aree nodulari.

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Solamente in alcune ipotesi, invece, l’ipotirodismo deve essere oggetto di intervento. Si pensi ai casi di gravidanza, quando coesiste una iperlipidemia non sensibile alla dieta, quando c’è una storia di scompenso cardiaco, quando ci sono segni e sintomi suggestivi per l’ipotiroidismo.

Stabilito quanto precede, ricordiamo che – nell’ipotesi di sintomi tipici dell’ipotiroidismo come astenia, intolleranza al freddo, stipsi, cute secca, perdita di capelli, bradicardia, rallentamento cognitivo, e prima di poter procedere a qualsiasi tipo di esame – è opportuno condividere con il proprio medico di fiducia lo stato di salute, e gli step da effettuare per diagnosticare l’ipotiroidismo subclinico.

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