Ipertensione arteriosa: cos’ è e come combatterla.

ipertensione arteriosa

Ipertensione arteriosa: che cos’è.

In caso di ipertensione arteriosa, si innalzano tanto la pressione arteriosa sistolica, anche detta massima, che è quella che si può misurare durante la sistole, che è la fase di contrazione del muscolo cardiaco, tanto la pressione diastolica, anche detta minima, che è quella che si può misurare durante la fase di diastole e cioè di riposo o di rilasciamento del cuore. L’ipertensione arteriosa può provocare danni all’ apparato cardiocircolatorio perché il cuore è costretto ad uno sforzo superiore alla media, e se questo è sforzo prolungato, si può anche avere un ingrossamento dello stesso muscolo cardiaco. Oltretutto con valori pressori elevati anche il sangue che scorre nei vasi vi scorre con una pressione più elevata del normale, sottoponendo i vasi stessi ad una pressione elevata che significa una maggiore usura e rischio di danni anche gravi. In questa situazione anche i tessuti e gli organi che sono irrorati dai vasi colpiti dalla   ipertensione arteriosa, vengono sottoposti ad uno stress superiore al normale, ed in particolare, gli occhi, i reni, il cervello ed il cuore stesso.

Definizioni e classificazione dei valori di pressione arteriosa.

Categoria Sistolica (mmHg) Diastolica (mmHg)
Ottimale < 120 < 80
Normale < 130 < 85
Normale-alta  130 – 139 85 – 89
Ipertensione di Grado 1 (“lieve”) 140 – 159 90 – 99
  Sottogruppo: bordeline 140 – 149 90 – 94
Ipertensione di Grado 2 (“moderata”) 160 – 179 100 – 109
Ipertensione di Grado 3 (“grave”)  180 > 180 110 > 110
Quando la pressione sistolica e diastolica di un paziente rientrano in categorie differenti, la classificazione va fatta in base alla categoria maggiore.

Ipertensione arteriosa: l’ ipertensione secondaria.ipertensione arteriosa

L’ipertensione secondaria è quell’ ipertensione che è condizione di una causa nota; ciò che si verifica in circa il 25 – 30 per cento dei casi. L’ipertensione arteriosa è generalmente una conseguenza di difetti enzimatici surrenali, problemi vascolari come, ad esempio, un restringimento dell’aorta, patologie renali e di patologie endocrine.

Terapia.

La terapia per l’ipertensione secondaria è ovviamente legata alla risoluzione della causa scatenante. La risoluzione della causa scatenante non di rado è chirurgica. Nella stragrande maggioranza dei casi   l’ipertensione secondaria viene guarita con l’eliminazione della causa scatenante. Se dovessero permanere stati ipertensivi anche dopo la risoluzione della causa scatenante l’ ipertensione arteriosa, l’obbiettivo deve essere quello di riportare comunque la pressione arteriosa a valori il più possibile vicini a quelli normali. Rimossa la causa, è generalmente sufficiente una normale terapia medico farmacologica, con ipotensivi scelti tra quelli più efficaci ma anche ben tollerati, per riportare i valori di pressione arteriosa entro i canoni della normalità.

Ipertensione arteriosa: l’ ipertensione essenziale.
ipertensione arteriosa

L’ ipertensione cosiddetta essenziale, nonostante sia molto frequente (quasi il 90 per cento degli ipertesi accusa questo tipo di ipertensione) ha un’ origine che è rimasta ancora sconosciuta. Sappiamo per certo che numerosi elementi contribuiscono alla manifestazione di questo tipo di ipertensione, l’ ipertensione essenziale, ad esempio la dieta, lo stile di vita, l’età, ma anche la razza e l’ereditarietà. Sovente possiamo riscontrare questo tipo di ipertensione con l’avanzare dell’ età anche in chi in precedenza, in gioventù, non  ha mai avuto alcun tipo di ipertensione, al limite, anche in chi, da giovane abbia sofferto di ipotensione, e cioè del problema opposto.

Manifestazioni

I primi sintomi dell’ipertensione essenziale possono essere un innalzamento della pressione arteriosa più o meno elevato, non accompagnato da particolare sintomatologia, è anche possibile che il paziente, non accusando alcun disturbo, possa non accorgersi di soffrire di tale disturbo. E quindi sempre raccomandabile, soprattutto ad una certa età, oppure quando iniziamo a soffrire di cefalea, oppure astenia, cioè la stanchezza fisica e mentale, ma anche di nervosismo vertigini e insonnia, ricorrere ad una misurazione periodica della pressione arteriosa.

ipertensione arteriosa L’ipertensione essenziale, a lungo andare, può originare problemi cardiaci, quali l’angina pectoris, lo scompenso cardiaco, o anche l’ infarto. Anche una insufficienza vascolare cerebrale o renale, l’epistassi, l’ offuscamento della vista e l’ aneurisma dell’ aorta possono essere conseguenze dell’ipertensione essenziale.

Terapia

L’ipertensione essenziale non può essere guarita. Se ne possono curare i sintomi, e in questo la terapia medica è molto efficace, ma non la si può eliminare del tutto. La terapia medica comunque va seguita con attenzione e costantemente, così facendo si riduce in modo sensibile il problema di eventuali complicazioni, tenendo sempre i valori pressori entro livelli quasi normali.   In caso di ipertensione essenziale la sospensione della terapia farmacologica   provoca inevitabilmente il ripresentarsi di tutta la sintomatologia. La decisione se curare o meno i pazienti con ipertensione essenziale dovrebbe scaturire non soltanto dai livelli della pressione arteriosa, ma anche da eventuali fattori di rischio, eventuali malattie concomitanti, da possibili rischi di danni agli organi e di malattie cardiovascolari,   e da situazioni particolari che dovessero evidenziarsi con l’ anamnesi del paziente. Son da tenere in considerazione anche l’età del paziente, il sesso, eventuali abitudini di vita come il fumo, eventuali malattie già presenti come il diabete e la colesterolemia, e da eventuali malattie cardiovascolari soprattutto, ma anche renali. La terapia consiste nella somministrazione di farmaci antipertensivi, come i diuretici, i beta-bloccanti, i calcio antagonisti vasodilatatori. È evidente come il controllo medico sia assolutamente necessario per giungere alla definizione della cura più adeguata.

Ipertensione arteriosa: considerazioni finali.
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È palese come alcuni comportamenti possono influire positivamente o negativamente sul controllo dell’ipertensione arteriosa: una buona gestione delle proprie attività fisico-sportive, un controllo del peso corporeo al fine di evitare l’obesità o comunque anche il solo sovrappeso, avere abitudini alimentari sane ed equilibrate, mantenere la calma il più possibile ed evitare gli stress, sono tutti comportamenti che influiscono positivamente sul controllo della elevata pressione arteriosa, ovviamente, invece, i comportamenti contrari, e anche il fumo non fanno altro che aggravare la sintomatologia dell’ ipertensione arteriosa.

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