I vegetariani vivono più a lungo?

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Se siete vegetariani e avete letto bene il titolo del nostro approfondimento odierno, placate per un attimo la vostra soddisfazione prima di andare oltre. Essere vegetariani forse non vi farà vivere più a lungo – come ci siamo domandati – ma probabilmente rafforzerà il vostro cuore evitandovi sgradevoli problemi e complicazioni cardiache.

Secondo quanto affermato da uno studio dell’Università di Oxford, infatti, il rischio di morte o di ospedalizzazione per una patologia cardiaca sarebbe più basso del 32 per cento tra i vegetariani rispetto alle persone che mangiano carne e pesce. La ricerca, pubblicata sul Journal of Clinical Nutrition, suggerisce pertanto che la dieta vegetariana può ridurre in maniera significativa il pericolo di subire un attacco cardiaco, o di ammalarsi di patologie al cuore.

A spiegare le considerazioni già effettuate è stato la ricercatrice (e autrice dello studio) Francesca Crowe, secondo cui “la maggior parte dei benefici della dieta vegetariana sulla salute sarebbero causati dagli effetti sul colesterolo e sulla pressione sanguigna”. In altri termini, prosegue poi l’autrice tra le righe delle sue ricerche, la dieta vegetariana può contribuire in maniera determinante alla riduzione di fattori di rischio importanti per la salute del cuore, e possiede un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie di natura cardiaca.

La ricercatrice, facente parte della Cancer Epidemiology Unit di Oxford, ricorda infine come lo studio sia il più ampio e profondo effettuato nel Regno Unito, utile per indagare che effetti ha sul cuore e sul sistema cardiaco la dieta vegetariana. L’indagine ha infatti coinvolto più di 45 mila volontari che hanno partecipato all’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)-Oxford study.

Insomma, dai risultati della ricerca emerge realmente che i vegetariani riducono in modo considerevole il rischio di morire o di ammalarsi di patologie cardiache rispetto a coloro che si cibano anche con carne e pesce. La percentuale di differenza sulla potenziale contrazione delle malattie sembra essere particolarmente incisiva (32%), e può costituire un’arma in più nelle argomentazioni a vantaggio dei vegetariani.

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