Escherichia coli: conosciamolo da vicino

L’Escherichia coli è un batterio comune presente nell’intestino dell’uomo e negli animali a sangue caldo, compresi uccelli e mammiferi, dove vive tranquillamente senza arrecare danni o benefici all’uomo.

Nel 2011, l’E. coli ha colpito un gran numero di soggetti prima in Germania e poi in Francia. In Germania ha contagiato circa 300 persone causando la morte di 38 soggetti. In Francia si contano 7 bambini di età compresa tra i venti mesi e gli otto anni ricoverati in ospedale per aver manifestato i sintomi da contaminazione in seguito all’ingestione di hamburger.  Esistono oltre 50 mila sierotipi del batterio, ma la maggior parte di essi non è nociva per l’uomo, infatti solo un numero ristretto è capace di causare sintomatologia e danni. La presenza del batterio nelle falde acquifere è simbolo di contaminazione fecale delle acque.

Escherichia coli: un po’ di biologia

L’Escherichia coli è un batterio gram negativo, asporigeno e aerobio o anaerobio facoltativo. Vive nell’intestino e si nutre di lattosio e glucosio, due zuccheri con cui da origine ad acidi e gas e contribuisce alla produzione della vitamina K. Grazie a questa caratteristica, alcuni ceppi di escherichia sono considerati simbionti, ovvero si crea un rapporto di beneficio comune sia per l’ospite che per il batterio.

Ci sono però alcuni ceppi di Escherichia patogeni che causano solitamente diarrea. Ad esempio la famosa diarrea del viaggiatore è una patologia prodotta dall’Escherichia coli enterotossigeni. L’incubazione del batterio è abbastanza breve, 12-72 ore. Solitamente si presenta con diarrea, crampi, dolori addominali e vomito.

I ceppi non nocivi però, se presenti in condizioni particolari come quando il sistema immunitario non funziona bene o il soggetto soffre di diabete, possono risalire le vie urinare causando uretriti, cistiti o prostatiti.

I ceppi extrraintestinali di E. coli che non colonizzano l’intestino, possono invece causare meningiti neonatali, setticemie, peritoniti e infezioni di altri organi interni.

Esistono inoltre ceppi definiti enteroemorragici, come il temibile Escherichia coli O157:H7 che hanno la capacità di causare sintomi come diarrea sanguinolenta, crampi addominali molto forti e complicanze extraintesinali molto gravi. I sierotipi di Escherichia coli che appartengono a questo gruppo producono nel corpo tossine molto aggressive chiamate Shiga-tossine che causano danni alla mucosa dell’intestino e provocano la sindrome emolitica uremica. Ricapitolando, sono tre i ceppi di Escherichia coli che causano danni all’uomo:

  • Coli O157:H7 responsabile di insufficienza renale.
  • Coli enterotossigenico (ETEC) causa la diarrea del viaggiatore poiché contamina di frequente acqua e alimenti.
  • Coli enteropatogenico (EPEC) provoca diarrea persistente che può durare fino a tre settimane. È diffuso principalmente nei paesi in via di sviluppo.

Come avviene il contagio da Escherichia coli?

escherichia coli contagio

Si è contagiati da E. coli principalmente ingerendo acqua o cibi contaminati, in particolare verdure fresche e carne di manzo non cotta bene. Altri alimenti fonte di E. coli sono:

  • Hamburger
  • Salame
  • Latte non pastorizzato
  • Lattuga
  • Germogli
  • Succhi di frutta non pastorizzati

La trasmissione può avvenire anche indirettamente o tra escrementi animali e persona.  Il macinato di bovino, quindi hamburger e alimenti preparati con carne di manzo trita in generale, sono alimenti particolarmente a rischio poiché questi animali sono il serbatoio di Escherichia coli O157.  Durante la macellazione e la macinazione della carne, i batteri possono passare dall’intestino dell’animale alla carne annidandosi nel cuore del prodotto, lì dove il calore della cottura raggiunge più difficilmente l’alimento.  Il batterio si può inoltre contrarre anche nuotando in acque contaminate per ingestione accidentale dell’acqua.

Sintomi di contagio da Escherichia coli

In seguito al contagio di Escherichia coli, i sintomi si manifestano nel giro di 12-60 ore, ma sono stati riportati casi in cui i sintomi si sono presentati dopo 3-5 giorni. L’infezione si manifesta con:

  • Diarrea leggera non emorragica
  • Dolori addominali
  • Leggero rialzo della temperatura corporea

escherichia coli sintomi

I sintomi durante le 24-48 ore si aggravano e preesistono per 4-10 giorni, durante i quali è possibile la comparsa di sangue nelle feci, forti dolori addominali e disidratazione. Solitamente la febbre non compare.

Nel caso in cui si contrare il ceppo enteroemorragio, i sintomi sono quelli da sindrome emolitica uremica (HUS). È una forma molto potente del ceppo che causa grave insufficienza renale. Solitamente colpisce i giovani o gli anziani e nel 50% dei casi anche se trattati, necessitano di dialisi. I sintomi dell’HUS, dopo circa una settimana della comparsa della diarrea, sono edema e insufficienza renale acuta.

Prevenire il contagio da Escherichia coli

escherichia coli prevenzione

La prevenzione è facile da attuare. È importante lavarsi accuratamente le mani prima di venire a contatto con gli alimenti da preparare e dopo aver toccato animali e le loro feci.  La carne tritata e i prodotti a base di carne di bovino vanno cotti ad almeno 70°C per 2 minuti e bisogna sempre lavarsi le mani dopo aver toccato la carne cruda. In frigo è opportuno evitare la contaminazione crociata, evitando di mettere sullo stesso ripiano cibi crudi con quelli cotti, oppure di manipolare cibo crudo sul tagliere insieme a quello cotto.  I vegetali che non sono cotti o sbucciati vanno lavati sempre con acqua potabile o con disinfettanti specifici prima di essere consumati.

Diagnosticare il contagio da Escherichia coli

Si suggerisce a chiunque soffra di diarrea improvvisa con feci che presentano sangue di sottoporsi ad esami di controllo presso i centri di prevenzione delle malattie. Esistono infatti dei test appositi per individuare la presenza di Shiga tossine nelle feci.

Il trattamento nell’adulto e nei bambini è concentrato sulla reidratazione e la stabilizzazione delle alterazioni elettrolitiche. La terapia antibiotica non è raccomandata, poiché potrebbe aumentare il rischio di rilascio di tossina da parte del ceppo ed aggravare le condizioni del paziente cui è somministrato il farmaco. L’aloe vera è un valido aiuto fai da te naturale per trattare l’infiammazione gastro intestinale. Per i soggetti che incombono in sindrome emolitica uremica viene richiesto il trattamento intensivo basato su dialisi. Nei casi gravi il soggetto può richiedere trasfusione di sangue o trapianto dei reni. 

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