Esami ematochimici: quali si fanno, e perché si fanno!

esami ematochimici

Gli esami ematochimici sono un buon punto di partenza per verificare lo stato di salute di una persona, andando a indagare su specifiche caratteristiche. In questo nostro approfondimento, cerchiamo di comprendere quali siano gli esami ematochimici di base più importanti, e quali siano le informazioni che sarà possibile ottenere dagli stessi!

Testosterone

Il testosterone è un ormone responsabile dei caratteri sessuali “secondari” del maschio. Secreto dalle cellule di Leydig (ma prodotto anche a livello surrenalico), la maggior parte di tale ormone circola legato alle c.d. “proteine di trasporto” (come l’albumina). Una piccola parte è invece libera, disponibile a penetrare nelle cellule degli organi bersaglio.

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Progesterone

È un ormone prodotto dal corpo luteo e dalla placenta, in grado di regolare le funzioni degli organi sessuali secondari durante il ciclo mestruale. La sua principale funzione è dunque quella di preparare l’utero all’impianto dell’embrione e il suo mantenimento nel corso di gravidanza. Il monitoraggio del progesterone – se effettuato durante il ciclo mestruale – permette di valutare l’ovulazione.

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Melatonina

La melatonina è una molecole naturale secreta dalle ghiandole pineali, che decresce nell’organismo con l’avanzare dell’età anagrafica. La sua funzione è quella di proteggere la ghiandola pineale, restaurando quindi i ritmi ormonali giovanili. La sua carenza è dunque un segnale di invecchiamento: minore è la melatonina, maggiore sarà il ritmo di invecchiamento.

Calcio

Il calcio è un elemento molto importante per il nostro organismo e, soprattutto, per quei processi biologici che coinvolgono l’ossificazione (e non solo!). Valori molto elevati di calcio possono essere sintomo di carcinoma (con e senza metastasi ossee), mieloma, leucemia, linfoma (particolarmente nel linfoma di Burkitt), disidratazione, sarcoidosi, ipervitaminosi D cronica, immobilizzazione prolungata, TBC, ipercalcemia idiopatica dell’infanzia, sindrome di Addison, acromegalia, feocromocitoma, patologie croniche epatiche in fase avanzata, intossicazione da alluminio, rabdomiolisi. Livelli molto bassi sono invece relativi a insufficienza renale, ipoparatiroidismo, pseudoipoparatiroidismo, deficit di vitamina D, osteomalacia, malassorbimento e malnutrizione, acidosi renale tubulare, pancreatite acuta.

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Fosforo

Il fosforo è contenuto in maggior parte nel tessuto scheletrico e, in misura minore, nel tessuto muscolare e nei liquidi organici. Viene eliminato con le feci e con l’urina. Valori elevati di fosforo possono corrispondere a scenari di ipoparatiroidismo e pseudoipoparatiroidismo, ipervitaminosi D, insufficienza renale cronica, acromegalia, morbo di Addison, ipertiroidismo, osteolisi, sarcoidosi. Valori inferiori possono invece essere relativi all’ipopituitarismo infantile, iperinsulinismo, iperparatiroidismo primitivo e pseudoiperparatiroidismo, ipovitaminosi D, rachitismo vitamina D-resistente, tubulopatie, ipercorticosurrenalismo, malassorbimento intestinale. Nei bambini i valori di fosforo sono generalmente più elevati a causa del rapido incremento osseo.

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Magnesio

Altro elemento fondamentale per il nostro organismo, è assorbito nell’intestino tenue ed eliminato per via renale. Nel sangue è contenuto nei globuli rossi e nel plasma. Valori elevati possono corrispondere a insufficienza renale acuta, insufficienza renale cronica, pielonefrite cronica, glomerulonefriti croniche, ipertensione maligna, iperparatiroidismo, morbo di Addison. Valori molto bassi per ridotta introduzione, ridotto assorbimento, aumentata perdita per via renale, ipertiroidismo, gravidanza.

Sodio

È un metallo alcalino assunto con la dieta e eliminato per via renale, sudore e feci. Valori elevati possono essere determinati da corticosteroidi, metildopa, idralazine, reserpine, farmaci per la tosse, litio, vasopressina e diuretici. Valori elevati possono derivare da corticosteroidi, metildopa, idralazine, reserpine, farmaci per la tosse, litio, vasopressina e diuretici.

Potassio

Assunto con la dieta alimentare, eliminato per via renale, assume valori elevati nell’insufficienza renale acuta e cronica, pielonefrite, disidratazione, vomito, morbo di Addison, emolisi, ustioni, CID, acidosi metabolica e respiratoria, emotrasfusioni. Valori bassi sono invece relativi alle alcalosi, tireotossicosi, leucemie, paralisi periodica familiare, iperaldosteronismo primario e secondario, sindrome di Cushing, sindrome di Bartter, ipertensione maligna, sindrome di Liddle, vomito, diarrea, sudorazione profusa, ustioni.

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Vitamina D

Vitamina di grande importanza per l’organismo umano, può essere acquisita con l’ingestione e l’esposizione alla luce del sole. La sua principale funzione è quella di contribuire alla mineralizzazione delle ossa. Aiuta infatti a sintetizzare gli enzimi preposti al trasporto attivo del calcio disponibile. Fondamentale nei bambini, considerato che la vitamina D è necessaria per la calcificazione di ossa e denti.

Glucosio

Il glucosio deriva principalmente dall’alimentazione quotidiana e, in parte ridotta, dalla glicogenolisi epatica e dalla gliconeogenesi da parte del fegato di precursorsi non glucidici. Valori elevati possono essere sintomatici del diabete.

Insulina

È un ormone proteico sintetizzato nelle cellule beta delle isole pancreatiche sotto forma di proinsulina inattiva. La concentrazione dell’insulina è elevata nei pazienti con insulinoma, acromegalia, nell’obesità, nella sindrome di Cushing e nelle donne che assumono contraccettivi orali. È inoltre aumentata anche nella gravidanza, nell’ipertiroidismo, nella distrofia mioclonica, nell’intolleranza a fruttosio e galattosio.

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PSA

È l’antigene prostatico specifico, una glicoproteina presente nel sangue, e generalmente valutato come rapporto tra il PSA legato e quello libero (la cui relazione dovrebbe essere inferiore allo 0,20%).

Estrone

È uno steroide che deriva dalla aromatizzazione dell’anello A degli steroidi androgeni. Livelli elevati sono riscontrabili nel corso di irsutismi periferici, tumori androgeno secernenti e nella sindrome dell’ovaio policistico dove gli elevati livelli di estrone portano ad un caratteristico aumento del rapporto Estrone/Estradiolo.

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Paratormone

È un elemento che svolge un ruolo fondamentale nel mantenere la omeostasi del calcio, rappresentando un indice fondamentale per un corretto studio del metabolismo fosco-calcico. Conosciuto come PTH, assume valori elevati nell’insufficienza renale. Livelli bassi sono invece propri nell’iperalcemia idiopatica infantile, nelle gravi tireotossicosi, nelle metastasi ossee, nel mieloma, per eccesso di vitamina D (pseudoipoparatiroidismi secondari).

Omocisteina

È un aminoacido solforato che si forma in seguito alla perdita di gruppo metilico della metionina. È oggi considerato come uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. Alti tassi aumentano infatti di tre volte il rischio di ictus o di infarco cardiaco. Un suo aumento è generalmente determinato dalla carenza di vitamine del gruppo B (soprattutto acido folico, ma anche vitamina B6 e Vitamina B12).

Antitrombina III

È uno degli inibitori delle proteine plasmatiche. Valori elevati sono relativi a situazioni di iperglobulinemia, uso di anticoagulanti di tipo cumarinico, VES elevata, proteina C reattiva aumentata. Valori ridotti sono invece relativi a terapia con contraccettivi orali, in seguito ad embolia polmonare, infarto miocardico, coagulazione intravascolare, tromboflebite, patologie neoplastiche del fegato.

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