Elettrocardiogramma da casa, finalmente possibile

Elettrocardiogramma da casa

Un elettrocardiogramma viene eseguito mediante l’applicazione di elettrodi (piccole chiazze di plastica) in determinate posizioni sul petto di una persona, braccia e gambe. Questi elettrodi vengono collegati alla macchina da fili di piombo per rilevare l’attività elettrica del cuore che poi viene interpretata dal medico.

Molto spesso, si esegue anche un ECG da sforzo per valutare la risposta del cuore allo stress o all’esercizio fisico. Ad esempio, si osserva l’ECG mentre una persona si esercita su un tapis roulant o in bicicletta. Gli elettrodi posti sul braccio e la gamba vengono modificati per consentire la facilità di esercizio.

La procedura fino ad ora veniva eseguita presso uno studio medico, una clinica, un ospedale o un  centro medico, nel quale lo specialista valutava i risultati dell’esame in base a molti fattori, quali l’età e il sesso del paziente. Ma grazie ad una indagine multidisciplinare condotta dai ricercatori dell’Università Vita-Salute, dell’Unità Operativa di Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare, dai tecnici della Telbios, dal Centro Servizi di Telemedicina e dall’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, si è dimostrato che è possibile utilizzare un sistema di analisi (ElettroCardioGramma) acquisibile anche in farmacia e da fare a casa (i cui risultati vengono interpretati telematicamente dal medico), in grado di annullare le differenze di sesso, divenendo un messo essenziale per la prevenzione cardiovascolare soprattutto nelle donne.  

“La minore attenzione alla diagnosi e cura delle malattie cardiovascolari nelle donne è un fenomeno noto – sostiene Domenico Cianflone, Primario della U.O. Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare al San Raffaele – per il quale sono da anni mobilitate le Società Scientifiche Cardiologiche. Queste ultime sono impegnate in campagne di sensibilizzazione e dibattiti verso i colleghi cardiologi e il pubblico in generale per identificare i molteplici fattori limitanti. Può darsi che la disponibilità di nuove modalità di erogazione di servizi medici possa contribuire a ridurre questa disparità. Stiamo implementando iniziative con innovativi strumenti di controllo e monitoraggio per ottimizzare le risorse disponibili e per personalizzare, nel tempo, strategie di prevenzione e percorsi di cura”.

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