Droghe leggere: cosa cambia con la nuova sentenza della Cassazione

canne

La recente pronuncia della Cassazione, che “sdogana” il consumo di droghe leggere (vedremo tra breve come) rischia di aprire nuovi scenari interpretativi in un contesto non certo agevole per legislatore e giudici. Ma facciamo un pò di ordine.

L’ultimo riferimento normativo per il consumo di cannabis e altre droghe leggere è la legge 49/2006, conosciuta come FiniGiovanardi, che ha di fatto equiparato le droghe pesanti a quelle leggere. In particolare, è considerato alla stregua di uno spacciatore colui che possiede sostanze stupefacenti, pur leggere, superiore a una determinata soglia (rischiando tra l’altro da uno a vent’anni di carcere). Il solo consumo di sostanze stupefacenti non è reato penale, ma comporta comunque delle sanzioni amministrative.

Partendo da questo scenario non troppo lineare, la Cassazione ci spiega cosa sia lecito e cosa sia illecito. In particolare, la Cassazione ci dice che è sicuramente lecito il consumo di droga in gruppo: assumere sostanze stupefacenti leggere in compagnia è pertanto non vietato dalla legge, e non perseguibile penalmente. È tuttavia determinante che il consumo di gruppo non celi, in realtà, uno spaccio o traffico delle sostanze stupefacenti. È insomma determinante comprendere come si tratta di consumo di gruppo se nessuno dei partecipanti “paga” per il consumo della droga, che deve pertanto essere “invitata” ai partecipanti.

Una posizione, quella della Cassazione, che era già ampiamente diffusa tra i giursti nazionali, e non solo. Con la sua ultima pronuncia, tuttavia, la Suprema Corte ha contribuito a spolverare il campo dagli equivoci, ribadendo un proprio precedente orientamento, e chiarendo quindi che l’uso di cannabis in gruppo non è sanzionabile nella ipotesi di mandato all’acquisto o acquisto comune.

Il senatore Carlo Giovanardi, a margine della decisione della Cassazione, ricorda come non vi sia nessuna sorpresa, e che “il consumo di droga in gruppo non è reato se non c’è la cessione. In Italia il consumo di droga è depenalizzato da molto tempo. Quindi, se alcune persone si trovano a cena e ognuno consuma la sua droga, non è reato. Se invece uno vende la droga agli altri c’è una cessione, e quindi spaccio. E lo spaccio è reato”.

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