Dispepsia: quando la cattiva digestione influenza la vita quotidiana

La dispepsia, conosciuta in gergo come cattiva digestione, è una condizione che fa riferimento ai disturbi digestivi, in particolare al digerire in modo lento o anomalo il cibo provocando sintomatologia a livello gastrico solitamente dopo i pasti.

Si pensa che ben il 30-40% della popolazione Italia sia affetta da problemi digestivi. Nei paesi industrializzati, in cui il cibo è a disposizione di tutti, il disturbo è legato alle cattive abitudini di vita e allo stile alimentare che si conduce.

Dispepsia e digestione

Nutrirsi, è un processo vitale non solo per l’uomo ma per tutti gli esseri viventi. La digestione al tal proposito gioca un ruolo fondamentale. Mangiare non è solo un istinto primordiale, ad oggi è più un rito, un modo per socializzare.  Con il passare degli anni, l’apparato digerente ha subito diverse modifiche, poiché ha dovuto affrontare cambiamenti ambientali e climatici. Infatti, l’uomo si è trasformato con il passare del tempo da cacciatore, come l’uomo primitivo, a raccoglitore i frutti della terra, per poi evolversi in agricoltore ed allevatore, cambiando con il tempo lo stile alimentare condotto.

Questo processo ha causato da un lato un maggior quantitativo di cibo a disposizione, dell’altro una minor varietà.  Il boom alimentare, oltre ad aver permesso a quasi tutti gli individui di alimentarsi correttamente, ha alimentato la predisposizione alla cattiva digestione. Infatti, l’eccesso di cibo, il consumo di additivi e lo stress sono tra i fattori principali che causano dispepsia.

Le cause della dispepsia

La motivazione più comune legata alla dispepsia è un’errata funzionalità dell’apparato digestivo. Due sono le possibilità: i succhi gastrici sono prodotti in eccesso oppure vi è un deficit della motilità dello stomaco, con conseguente rallentamento dello svuotamento del contenuto gastrico. In tal caso la condizione prende nome di “dispepsia funzionale”.

Questa situazione solitamente è occasionale, ovvero si presenta solo in determinate condizioni. Purtroppo però le cattive abitudini e uno stile di vita errato causano la cronicizzazione del disturbo.  Tre sono i fattori che favoriscono la cattiva digestione:

  • Stress
  • Consumo veloce dei pasti
  • Scarsa masticazione die cibi

Quando si consuma velocemente un pasto, oltre al cibo nello stomaco s’introducono grosse quantità d’aria che, accumulandosi nello stomaco e a sua volta nell’intestino provocano una digestione faticosa.  Altri fattori da considerare sono:

  • Uso abituale di alimenti ricchi di grassi
  • Non pranzare per poi abbuffarsi a cena
  • Consumo eccessivo di caffè e alcolici
  • Vita sedentaria
  • Fumo di sigaretta

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In particolare la nicotina è letale per la digestione. Una volta entrata a contatto con l’organismo, aumenta la produzione dei succhi gastrici e riduce la produzione delle prostaglandine, sostanze che proteggono i muscoli dello stomaco e riducono la produzione di acidi.

Non da meno sono i famosi FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei. L’abuso di queste sostanze può provocare infiammazioni allo stomaco conosciute come gastriti o ulcere, due patologie che incidono negativamente sulla digestione.

Anche i microrganismi possono gravare sulla dispepsia. L’Helicobater pylori è un batterio che sopravvive nell’ambiente acido dello stomaco, in cui una volta colonizzato danneggia la mucosa che riveste le pareti.  In tal caso la dispepsia viene definita “dispepsia organica”, poiché è la conseguenza di una patologia.

Quali sono i sintomi causati dalla dispepsia?

La sintomatologia della cattiva digestione si presenta nella maggior parte dei casi dopo i pasti principali o durante ed è accompagnata da addome gonfio e senso di pesantezza e sazietà, anche se si è mangiato molto poco. Più in generale i sintomi della dispepsia sono:

  • Dolore trafiggente o bruciante
  • Fastidio a livello epigastrico
  • Eruttazioni
  • Flatulenze
  • Borborigmi dell’intestino
  • Nausea
  • Conati di vomito
  • Rigurgito

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L’alitosi, ovvero l’alito cattivo è un sintomo tipico. Poiché il cibo nello stomaco non viene digerito, ristagna, causando cattivo odore che risale lungo l’apparato digerente superiore.  A livello intestinale, la cattiva digestione provoca stitichezza o diarrea.

Oltre ai sintomi legali all’apparato gastro intestinale, possono presentarsi sonnolenza, mal di testa, irritabilità e calo dell’attenzione.

Questa condizione è generalmente benigna e non provoca complicanze se trattata. Infatti, se il disturbo persiste potrebbe rappresentare il sintomo di patologie ben più gravi come ulcere gastriche, gastrite, reflusso gastroesofageo, calcoli biliari o tumore allo stomaco.

Curare la dispepsia

Poiché la cattiva digestione è fortemente correlata allo stile di vita e agli alimenti che si consumano, è bene apportare alcune modifiche al piano alimentare.  

Bisogna innanzitutto mangiare lentamente ed eliminare cibi fritti, grassi, speziati, alcool, caffè, bevande gasate e i dolci. In generale è bene evitare gli eccessi alimentari, consumando cinque pasti al giorno senza mai abbuffarsi.  È consigliabile rispettare gli orari dei pasti e fare regolarmente sport. È importante però non fare attività fisica subito dopo aver mangiato e coricarsi a stomaco pieno.

Esistono inoltre numerosi rimedi naturali che aiutano a facilitare la digestione. Per semplificare l’assunzione di queste sostanze benefiche si consiglia, oltre che all’introduzione con l’alimentazione, di utilizzare integratori alimentari per raggiungere il livello giornaliero consigliato o gli oli essenziali.

I chiodi di garofano incrementano l’attività enzimatica nel sistema digerente. In questo modo si velocizza la digestione e il cibo passa meno tempo nello stomaco. L’uva diminuisce la sensazione d’irritazione intestinale. La menta piperita facilità e sollecita la digestione. Il succo di limone assunto con un bicchiere di acqua calda prima dei pasti protegge dall’acidità dei succhi gastrici.

Per combattere la dispepsia in modo preventivo si può assumere il cumino, l’ananas, il coriandolo e lo zenzero.

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Nei casi gravi, quando i rimedi naturali non funzionano, i farmaci sono il rimedio più efficace e veloce. In tal caso si possono utilizzare i tradizionali antiacidi a base di sodio e acido citrico (stesso acido presente nei limoni), carbonato di calcio o di magnesio.  Anche gli alginati sono utili per creare una barriera contri i succhi gastrici. Questi una volta arrivati nello stomaco formano un gel fisico difensivo.

Quando la cattiva digestione si cronicizza, si può ricorrere all’idrocolonterapia, tecnica che permette il lavaggio dell’intestino per eliminare rifiuti e tossine che si concentrano lungo il tratto digerente.

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