Diabete, nuova insulina intelligente che si attiva al bisogno

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Buone notizie per i diabetici. Secondo quanto afferma uno studio condotto dai ricercatori del Children’s Hospital di Boston, le cui elaborazioni sono state pubblicate sulla rivista PNAS, è in arrivo l’insulina intelligente che può attivarsi al momento del bisogno, in grado di tenere sotto controlla la glicemia poichè sensibile al livello ematico di glucosio.

Stando a quanto afferma l’osservazione, la nuova insulina intelligente si chiama Ins-PBA-F e sarebbe il frutto di un’attività di manipolazione dell’insulina basale, alla quale è stata aggiunta ad un’estremità una molecole che – quando il livello di glucosio incrementa oltre soglia – se ne distacca, agendo come una sorta di via libera per la stessa sostanza che, quindi, può entrare in funzione.

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I risultati dello studio sarebbero già stati pubblicati sulla rivista in maniera abbondante ed esaustiva, informando tutti gli stakeholders sui test effettuati sui topi, i quali hanno dimostrato che l’insulina modificata può rimanere nel circolo sanguigno per almeno 10 ore, riuscendo dunque a intervenire in maniera più rapida e più efficace rispetto all’insulina tradizionale, e quella a lunga durata d’azione. La scoperta potrebbe dunque rappresentare una vera e propria rivoluzione per trattare correttamente il diabete, poichè libererebbe i pazienti dalle incombenze legate al monitoraggio e, soprattutto, dai pericoli che derivano dagli sbalzi repentini della stessa glicemia.

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Commenta con soddisfazione anche il professor Enzo Bonora, presidente della Società italiana di Diabetologia, nonchè docente di endocrinologia dell’Università degli Studi di Verona, secondo cui “se questi risultati, finora ottenuti sugli animali, venissero confermati, sarebbe una scoperta veramente promettente, alternativa al trapianto di pancreas e di interesse per un gran numero di pazienti, circa un milione di italiani, cioè un malato di diabete su quattro”.

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Non dimentichiamo, aggiunge poi il professore, “che il trattamento insulinico non riguarda soltanto i pazienti con diabete di tipo 1, che sono la minoranza, ma anche una parte (il 20%) di chi soffre di diabete di tipo 2”.

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Stando alle statistiche più recenti, in Italia le persone affette da diabete sono circa 4 milioni di unità, oltre a un altro milione di persone che hanno il diabete pur senza saperlo. “Il forte tasso di crescita del diabete è dovuto a molti fattori” – conclude il professore – “tra cui la diffusione dell’obesità, l’invecchiamento della popolazione, la maggior sopravvivenza e l’anticipo dell’età della diagnosi grazie agli avanzamenti della medicina e l’aumento nel nostro paese di cittadini di altre etnie geneticamente predisposte, solo per citarne alcuni“.

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