Dermatite da contatto: come riconoscerla e cosa fare

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La dermatite da contatto, o dermatite allergica da contatto, è una reazione infiammatoria della pelle, nei confronti di infezioni, irritazioni, contatto con sostanze tossiche e altro ancora. Rappresentate da chiazze, rossori, desquamazioni, vesciche, bolle, abrasioni, croste e diversi altri sintomi, possono essere un fenomeno fastidioso non solamente dal punto di vista estetico, quanto anche di quello funzionale: se trascurate, inoltre, le dermatiti possono condurre a conseguenze ancora più gravi.

Come riconoscere le dermatiti da contatto

Ma in che modo è possibile riconoscere le dermatiti da contatto? La prima cosa da fare è cercare di porre la giusta attenzione sulle manifestazioni cutanee che possono elevare il sospetto di essere affetti da una qualche forma di dermatite da contatto. Si pensi, a titolo esemplificativo:

  • pelle arrossata
  • pelle secca
  • formazione di bolle
  • formazione di vesciche
  • formazioni di ulcere e fessure
  • desquamazione
  • senso di prurito
  • senso di bruciore

I sintomi di cui sopra sono generalmente piuttosto localizzati, e vengono pertanto ricondotti in un’area che dovrebbe essere entrata a contatto con la sostanza irritante. Ne consegue che spesso la dermatite si verifica in quelle aree che entrano a contatto rapido con agenti esterni: mani, braccia, gambe o viso (o perfino cuoio capelluto).

Perché soffriamo di dermatite?

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La dermatite da contatto è dovuta agli anticorpi presenti nel nostro organismo, le immunoglobuline. Questi anticorpi, identificando la sostanza esterna come “nemica” e nociva, scatenano in difesa la reazione allergica.

Si tenga comunque conto che la dermatite da contatto non è l’unica forma di dermatite allergica, ma è comunque una delle più facilmente riconoscibili, considerato che le altre forme di dermatite, generalmente, sono provocate da sostanze che non entrano in contatto con la pelle (ma possono invece essere ricondotte attraverso l’alimentazione).

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Quali sono le tipologie di dermatite da contatto più diffuse

Sebbene non sia semplice cercare di sintetizzare le varie tipologie di dermatite da contatto più diffuse, cerchiamo di sintetizzare quelle che sono più ricorrenti all’interno del territorio italiano:

  • Dermatite da nichel. Il nichel è un elemento chimico contraddistinto da un metallo argenteo appartenente al gruppo del ferro. Particolarmente malleabile e duttile, ma molto resistente, è spesso utilizzato in abbinamento con il cobalto. Attualmente più della meta del nichel viene consumato per fabbricare acciaio inox, acciaio, batterie, catalizzatori, placcature, prodotti per fonderie, ecc. Per queste e altre caratteristiche, il nichel è altresì presente in molti oggetti di utilizzo quotidiano come gli occhiali, le collane, le monete, i cinturini degli orologi, gli shampoo, i cosmetici, i saponi.
  • Dermatite da cromo. Il cromo è un metallo duro e lucido, di colore grigio, facilmente lucidabile, molto resistente alla corrosione. Le sue applicazioni sono molteplici, sia in industria che in commercio. La fonte principale è comunque il cemento: ecco spiegato perché molti muratori e lavoratori all’interno dei cementifici, sono colpiti da dermatite. Il cromo è inoltre presente anche nei detersivi, nei saponi e nei tessuti.
  • Dermatite da cobalto. Il cobalto è un elemento bianco argenteo, molto duro, utilizzato in leghe metalliche, magneti, catalizzatori, materiali di rivestimento, pigmenti, elettrodi e tanto altro ancora. La dermatite da cobalto colpisce spesso coloro i quali lavorano a contatto con tinture, olii lubrificanti, inchiostri.
  • Dermatite da coloranti. Le sostanze coloranti sono utilizzate nel settore tessile, della cosmetica, della lavorazione delle pelli. Pertanto, la dermatite da coloranti può colpire chiunque abbia un contatto diretto con una sostanza tessile allergenica, o ancora color o le quali si truccano con cosmetici allergici. I coloranti si trovano inoltre nelle tinture per capelli e, pertanto, possono dare adito a reazioni allergiche sul cuoio capelluto.
  • Dermatite da resine. Le resine sono ampiamente utilizzate nei settori industriale, elettrico, automobilistico, navale, ecc., e per preparare protesi chirurgiche e odontoiatriche. Anche in questo caso, la dermatite può essere molto comune e particolarmente duratura e localizzata.

Cosa fare in caso di dermatite da contatto

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Innanzitutto, nell’ipotesi in cui si sospetti di aver contratto una dermatite allergica da contatto, è necessario procedere con un franco colloquio con il proprio medico, il quale ordinerà un eventuale patch test: un’analisi attraverso cui le sostanze che sono potenzialmente allergizzanti vengono poste a contatto con la cute del dorso per circa 48 ore. Superati i due giorni, si guarda la cute: in concomitanza con gli arrossamenti, vi saranno le evidenze dell’allergia.

Una volta determinata l’allergia, evitare naturalmente il contatto con la sostanza alla quale si è sensibili. Purtroppo, il tutto è più facile a dirsi che a farsi, considerando che molto spesso le allergie sono crociate: una persona che per esempio è allergia alla parafenilendiamina (che è contenuta nelle tinture per capelli) può infatti essere soggetti a reazioni allergiche per tinture che non hanno tale sostanza, ma hanno comunque elementi simili che inducono il nostro organismo a percepirla come identica.

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Quando il danno è oramai prodotto, non si può far altro che cercare di ridurre i pregiudizi attraverso l’allontanamento della sostanza allergenica, e limitare i sintomi con creme al cortisone.

In ogni caso, data la complessità del tema, è sempre bene evitare di assumere dei prodotti “fai-da-te” o cercare cure in completa autonomia, senza procedere invece a un consulto da parte di uno specialista. Per le “emergenze” sarà sufficiente recarsi in una farmacia dove acquistare dei prodotti lenitivi (come anticipato, tipicamente le creme al cortisone). Successivamente è però necessario far verificare le proprie condizioni a un medico di famiglia e, eventualmente, a un dermatologo.

Spesso infatti ciò che viene confuso come “dermatite allergica da contatto” è in realtà il sintomo di una patologia di diversa naturale, che non sempre è facilmente individuabile attraverso un esame visivo. Ne consegue che – pur senza particolari preoccupazioni – è sempre bene cercare di chiarire con il proprio medico la natura di queste reazioni allergiche. Ogni trattamento è infatti inefficace se l’agente responsabile dell’allergia non viene identificato puntualmente e allontanato.

Ricordate infine che nelle fasi acute è possibile utilizzare garze sottili o bende inumidite con acqua, da applicare sulle lesioni, sostituendole periodicamente almeno 3 volte al giorno (in commercio ne esistono di “rinfrescanti”, che possono alleviare il dolore o il fastidio).

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