Dermatite atopica neonato, quali sono i sintomi e come si cura

dermatite atopica

Si tratta di una patologia infiammatoria recidivante dovuta da una risposta immunologica fuori dal comune  agli stimoli che provengono dall’ambiente esterno.

La dermatite atopica interessa i bambini, prevalentemente nel primo anno di vita e solitamente scompare verso il secondo anno di età. Questo non vuol dire che il problema sia definitivamente risolto, in quanto potrebbe essere anche una avvisaglia che precede lo sviluppo di altre manifestazioni allergiche che potrebbero insorgere in un futuro più o meno remoto.

Gli antigeni ambientali, i maggiori responsabili,  che determinano questa anomala risposta immunologica  sono, generalmente, la polvere, i peli di animali, i pollini e alcune sostanze alimentari in grado di liberare istamina come la cioccolata, i piselli, la frutta secca ed altri ancora.
A scatenare la reazione allergica può essere l’ingestione di questi alimenti o, molto più spesso, anche il semplice contatto epidermico, dal momento che la pelle è particolarmente sensibile.

L’origine della dermatite atopica è essenzialmente genetica, tant’è che i figli di genitori entrambi atopici, hanno il 30-40% di probabilità di sviluppare l’intolleranza. Tuttavia, anche altre condizioni ambientali possono essere la causa della malattia, dal momento che oltre tutto si tratta di una malattia in continuo aumento e ciò è dovuto all’inquinamento atmosferico della grandi città che sembra ormai essere in buona misura fuori controllo.
I bambini ad esserne maggiormente colpiti sono quelli con una storia familiare di patologie allergiche quali asma, rinite o eczema, soprattutto in linea materna.

Oltre a questi fattori legati alla familiarità e all’inquinamento, vi sono altri agenti esterni che possono acuire la malattia quali la sudorazione eccessiva, lo stress, l’uso di indumenti sintetici o di saponi o altri detergenti eccessivamente aggressivi.

L’andamento della malattia risente fortemente dell’alternarsi delle stagioni dal momento che vive di fasi di riacutizzazione, nel periodo invernale, e di fasi di remissione, concomitanti con il periodo estivo, grazie all’azione benefica dei raggi solari.
Il 65% dei casi si manifesta entro il primo anno di vita, il 90% entro i primi 5 anni.

Per diagnosticare una dermatite atopica è necessario fare ricorso al prick test, lo stesso usato nella determinazione della maggior parte delle allergie, in concomitanza con la rilevazione della presenza di anticorpi IgE nel sangue deche si effettua con una semplice analisi.
Si tratta, in ogni caso, di una malattia cronica, ovviamente stiamo parlando di quei casi che non guariscono dopo il secondo anno di vita,  con la quale bisogna imparare a convivere, cosa possibile grazie a diverse opzioni terapeutiche.

Le forme meno gravi vanno trattate con emollienti che aiutano a ripristinare la barriera idro-lipidica della pelle,  mentre per le forme gravi è necessario ricorrere a corticosteroidi topici e ad agenti immunosoppressori.
Bisogna comunque tener presente che i bambini colpiti dalla dermatite atopica hanno un grande alleato, i  raggi ultravioletti del sole, che hanno un effetto benefico sulla pelle malata svolgendo, infatti, una notevole azione antinfiammatoria e battericida. Naturalmente, non si dovrà trascurare una adeguata protezione solare con creme con un filtro adeguato.

Un effetto benefico che favorisce il distacco delle cellule cutanee e il rinnovo della pelle lo svolge egregiamente anche l’acqua di mare.

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