Contrattura muscolare: come si previene e perchè ne possiamo soffrire

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Quella che si chiama, comunemente, come contrattura muscolare, è una contrazione involontaria e dolorosa del muscolo, il quale diventa estremamente rigido come conseguenza di un’azione di difesa, quando lo stesso viene spinto oltre il suo limite di sopportazione. Pertanto, quando creiamo eccessivo affaticamento su un muscolo, quest’ultimo è portato a contrarsi come un meccanismo di risposta.

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Introdotto quanto sopra, diventa facile cercare di ricondurre la contrattura muscolare a quelle situazioni in cui si sia compiuto uno sforzo fisico senza opportuno riscaldamento, oppure quando non si ha una preparazione fisica idonea o ancora quando vi sono movimenti eccessivi, bruschi, violenti, e così via.

In queste ipotesi, il muscolo si può contrarre, determinando una lesione lieve (non vi è infatti alcuna lesione anatomica delle fibre, ma solamente un aumento involontario del loro tono).

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Come riconoscere la contrattura muscolare

Il soggetto che è colpito da una contrattura muscolare generalmente avverte un dolore di modesta entità sull’area muscolare interessata dal fenomeno. Viene inoltre percepita molto chiaramente l’ipertonia, con mancanza di elasticità del muscolo durante il movimento. Tastando l’area muscolare, viene di norma apprezzata la crescita involontaria del tono muscolare, oltre a un dolore percepito in alcuni spunti attivi.

Si tenga conto che rispetto ad altre lesioni più gravi, il dolore è in questi casi tollerabile, e non impedisce il proseguimento della comune attività sportiva. In ogni caso, nelle ipotesi di contrattura è bene cercare di astenersi da qualsiasi tipo di prosecuzione dello sforzo, al fine di evitare guai ben peggiori.

Cosa fare in caso di contrattura muscolare

Nell’ipotesi di contrattura muscolare, la cura migliore è riposo, non fortemente prolungato. Per poter guarire completamente da una contrattura è infatti sufficiente una settimana di riposo assoluto. Se tuttavia non si rispettano i tempi di recupero o, nonostante la contrattura si sceglie comunque di proseguire nell’attività di sforzo, i giorni richiesti per il ripristino potrebbero essere molti, molti di più. Dunque, ripetiamo ancora una volta come sia fondamentale fermarsi, ed evitare di prolungare la fatica sull’area muscolare interessata.

In aggiunta al riposo, e al fine di accelerare il recupero, sono utili tutte quelle attività che permettono di allungare gradualmente la muscolatura, permettendo così un più agevole afflusso di sangue ai muscoli. Un’attività aerobica moderata potrebbe dunque essere utile per poter distendere la muscolatura: si pensi a un pò di stretching, o all’iperemia locale, al fine di estendere la muscolatura solo indirettamente. In aggiunta ulteriore, potrebbe essere utile procedere a un massaggio decontratturante al termine dell’attività, al fine di poter allentare le tensioni muscolari e ottenere benefici anche a livello antalgico.

Sono inoltre sicuramente utili, ma solamente da utilizzare nei casi più gravi e sotto controllo del proprio medico di fiducia, i farmaci antinfiammatori e miorilassanti: tali medicinali, attraverso la loro azione antinfiammatoria, possono garantire una maggiore distensione della muscolatura. Altre terapie, anch’esse da fruire solamente sotto controllo medico, sono l’elettroterapia, la ionoforesi e lo stretch & spray.

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Se, nonostante le terapie, la sintomatologia non sparisce dopo una decina di giorni di trattamento, è bene tornare dal proprio medico per potersi sottoporre a visite specialistiche che possano eventualmente far emergere altre lesioni muscolari più gravi. Eventualmente, le visite saranno altresì utili per poter cercare di ricondurre le cause del dolore ad altri problemi, come ad esempio quelli posturali.

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Come prevenire la contrattura muscolare

Fortunatamente, è possibile prevenire la contrattura muscolare con poche accortezze. Ad esempio, gli atleti dovrebbero cercare di eseguire sempre un adeguato riscaldamento, evitando di effettuare troppi sforzi fisici in breve tempo. Ancora, bisognerebbe assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per poter sostenere lo sforzo e, nei mesi freddi, quando la muscolatura potrebbe essere più “lenta” a riscaldarsi, cercare di coprirsi adeguatamente e se necessario utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento.

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Ancora, ricordate sempre di assicurarvi i giusti tempi di recupero e di rigenerazione, evitando pertanto di avvicinare eccessivamente troppe sessioni di duro allenamento. Al fine di poter correggere eventuali squilibri muscolari e articolari, che potrebbero condurre a contratture, è bene farsi sempre seguire da un esperto in caso di sforzi specifici.

Un esperto potrà altresì esservi utile per non confondere la sintomatologia tipica del crampo con quella della contrattura. Il crampo infatti è doloroso come una contrattura, ma è legato prettamente a fattori energetici e metabolici. I tempi di guarigione sono inoltre molto più brevi rispetto a quelli della contrattura, e il dolore è generalmente più forte e intenso.

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Per quanto concerne le altre differenze, ci limitiamo a ricordare che in caso di crampo il soggetto non può proseguire l’attività fisica fino alla scomparsa dei sintomi, mentre in caso di contrattura il soggetto riesce comunque a proseguire l’attività.

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