Cistite emorragica, riconoscerla e curarla

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La cistite emorragica è un processo infiammatorio (di varia natura, ma prevalentemente infettiva), che interessa la mucosa della vescica urinaria, e che si contraddistingue principalmente per l’eliminazione di sangue e coaguli attraverso l’urina. Dunque, due sono i principali elementi di questa situazione: l’infiammazione della mucosa veterinaria urinaria (cistite) e la presenza di ematuria macroscopia (emorragia). L’emorragia è a sua volta la conseguenza all’epitelio di transizione della vescica e ai vasi sanguigni sottostanti, determinato da altri elementi patogeni, tossine, farmaci, ecc.

Da cosa è provocata la cistite emorragica

La cistite emorragica può essere determinata da numerose cause. Una delle più frequenti è quella relativa alle cause di natura infettiva, ad eziologia batterica, virale o più raramente fungina. Naturalmente, tali elementi possono essere favoriti nelle ipotesi in cui l’organismo sia esposto a fattori di rischio come la debilitazione del sistema immunitario, scarsa o eccessiva igiene intima, utilizzo di assorbenti interni, uso del diaframma o di creme spermicide, malattie sessualmente trasmissibili, rapporti sessuali promiscui non protetti, utilizzo del catetere urinario, diabete.

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Esistono poi numerose cause di natura non infettiva. Si può trattare dunque di conseguenza di una radioterapia eseguita nella regione pelvica (statistiche recenti sostengono che la cistite emorragica compare in circa il 20% dei pazienti che si sottopongono alla terapia radiante nella regione pelvica per il trattamento di forme tumorali maligne) e di chemioterapia (le stesse statistiche dichiarano che la cistite emorragica compare in oltre il 70% dei pazienti che si sottopongono a questo genere di terapia).

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Ancora, pur più raramente, la cistite può derivare da elementi non infettivi come le malformazioni arterovenose, l’assunzione di penicilline, la presenza di calcoli, i tumori vescicali, i tumori metastatici con interessamento delle vie urinarie, l’esposizione ad inquinanti industriali, e così via.

Come riconoscere la cistite emorragica

La cistite emorragica viene determinata principalmente dalla presenza di sangue nelle urine, visibili ad occhio nudo, associata a sintomi di natura infiammatoria. Si può dunque trattare di pollachiuria (aumento del numero delle minzioni nel corso delle 24 ore), disurie (difficoltà ad urinare), stranguria (bruciore durante la minzione), tenesmo vescicale (spasmo doloroso seguito dall’urgente bisogno di urinare).

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Come curare la cistite emorragica

La cistite emorragica può essere curata in diversi modi, a seconda della causa di origine della stessa patologia. Ad esempio, si può procedere con una terapia antibiotica, che può rivelarsi utile in attesa dei dati dell’urinocoltura o dopo aver identificato il battere responsabile. Oppure, il medico consiglierà di procedere con terapie di supporto, a base di antidolorifici e antispastici, per poter ridurre la contrazione spastica della muscolatura vescicale.

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Sono inoltre spesso consigliate le terapie con iperidratazione salina e somministrazione contemporanea di mesna, utile per poter prevenire la cistite emorragica da somministrazione di agenti alchilanti come ciclofosfamide e ifosfamide, e l’evacuazione del coagulo di sangue, che è fondamentale nelle ipotesi di ostruzione urinarie.

Infine, si può valutare una terapia ad irrigazione vescicale, per il trattamento della cistite emorragica con ematuria persistente, tramite instillazione nella vescica di sostanze emostatiche, citoprotettive e antisettiche.

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Curare la cistite emorragica con i farmaci

Numerosi sono i farmaci utilizzabili per la cistite emorragica, a seconda dell’elemento che ha scatenato la patologia. Un farmaco consigliato è ad esempio l’Impenem, utilizzato in terapia per la cura della cistite batterica sostenuta da Klebsiella e Pseudomonas. Il principio attivo viene assunto attraverso la via intramuscolare alla posologia di 500 – 750 mg ogni 12 ore o, in alternativa, in via endovenosa alla posologia di 1-2 grammi al giorno.

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Altro farmaco spesso utilizzato sono le cefalosporine di terza generazione, utilizzato in terapia per la cura della cistite batterica sostenuta da Klebsiella e Pseudomonas. La posologia è declinata dal medico, con trattamento che si protrarrà complessivamente per circa una settimana, o dieci giorni.

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Ancora, non raro è l’utilizzo della Ofloxacina, fruita per 200 mg di principio attivo ogni 12 ore per 3 giorni, o 7 giorni, a seconda delle indicazioni del medico, e a seconda delle infezioni alla base. La posologia può comunque essere modificata. Altro farmaco è la Piperacillina, un farmaco indicato per le infezioni batteriche nel contesto della cistitse emorragica (specie quelle sostenute da Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella, Enterobacter, Escherichia coli, Neisseria gonorrhoeae ecc.). Indicativamente, si può assumere una dose tra 125 e 200 mg / kg di farmaco al giorno, per via endovenosa, in dosi frazionate ogni 6 ore, per almeno una settimana.

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Naturalmente, trattandosi di farmaci da assumere sotto prescrizione medica, la loro fruizione non potrà che essere condivisa attentamente con il proprio dottore di fiducia. Dunque, per dubbi su tale patologia e su ogni informazione ad essa relativa, vi consigliamo di non indugiare ulteriormente, e parlarne apertamente con il vostro medico.

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