Chirurgia refrattiva: cosa è e quando si utilizza

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Quando l’occhio soffre di un difetto di “refrazione”, l’immagine viene proiettata in maniera anomala, e la visione che il paziente potrà avere sarà alterata e non qualitativamente congrua con la realtà. Di qui, la possibilità di intervenire a correggere eventuali problemi di visus, attraverso la chirurgia refrattiva. Cerchiamo di saperne un po di più, considerando che il tema potrebbe essere di grande interesse per una buona parte dei lettori.

Cosa è la chirurgia refrattiva

Prende il nome di chirurgia refrattiva quell’insieme di tecniche che hanno come obiettivo la correzione e l’eliminazione dei difetti visivi come la miopia o l’astigmatismo. Tale chirurgia viene generalmente effettuata attraverso specifici laser che possano correggere i difetti refrattivi, che riguardano il modo con cui la luce viene rifratta dal diottro oculare.

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In altre parole, può capitare che l’immagine che penetra nell’occhio dall’esterno, venga sottoposta in modo anomale al processo di refrazione: la visione del paziente sarà alterata e sfocata, e la chirurgia refrattiva potrà aiutare a correggere o eliminare tale disturbo.

Caratteristiche della chirurgia refrattiva

Negli studi specialistici, la chirurgia refrattiva si avvale prevalentemente del laser: l’operazione avviene pertanto esternamente (non si effettuano interventi intraoculari) consentendo al paziente, una volta operato, di poter rientrare a casa il giorno stesso. Non si rende dunque di regola necessario alcun ricovero ospedaliero, considerato che l’intervento è estremamente veloce (dura pochi minuti) con impiego di anestesia topica (gocce di collirio).

Al fine di poter giungere alla corretta individuazione della terapia diventa fondamentale la prima visita, un momento che permette agli specialisti di poter effettuare diverse prove optometriche e oculistiche necessarie a stabilire se il paziente sia o meno idoneo al laser, e quale tipologia di trattamento poter applicare.

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Come avviene l’operazione con il laser

Prima dell’intervento il medico effettuerà le prove specialistiche per potersi accertare che nel tempo trascorso tra la prima visita e quello dell’operazione non siano cambiate le condizioni dell’occhio e si possa così procedere all’intervento laser. Successivamente, si procederà all’applicazione di collirio anestetico e con l’immobilizzazione della palpebra, evitando quindi che il paziente possa muoversi durante l’intervento.

Attraverso l’ausilio del laser a eccimeri, il medico effettuerà il rimodellamento della cornea e la correzione del difetto visivo.

Post operazione

Successivamente all’operazione, il paziente rimarrà a riposo nella clinica per circa 30 minuti: in questo frangente il dottore effettuerà una seconda visita di controllo. Una volta terminato questo periodo di tempo, il paziente potrà lasciare la clinica, tornando quindi a casa senza bende e con gli occhi protetti dagli occhiali da sole.

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Nei giorni successivi all’intervento non sono da escludere dei lievi problemi, ma con il passare dei giorni i problemi tenderanno a diminuire e scomparire del tutto. Divengono comunque particolarmente importati i controlli post operatori, che l’oculista sceglierà di effettuare in diversi momenti e, principalmente, dopo una settimana, dopo un mese e dopo tre mesi dall’effettuazione dell’operazione.

Per maggiori informazioni vi consigliamo naturalmente di procedere alla consultazione di un medico specialista che possa suggerirvi la migliore terapia applicativa per voi.

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