Chirurgia plastica, esplode la mania del ritocchino

chirurgia estetica

Anche nel 2013, alla faccia della crisi economico finanziaria che sta coinvolgendo i mercati maturi – e non solo – il business della chirurgia estetica e plastica è cresciuto a dismisura, toccando (negli soli Stati Uniti) un fatturato di oltre 12 miliardi di dollari.

Secondo quanto riferiscono le statistiche riscontrate in territorio nord americano, sono oltre 11 milioni gli interventi effettuati lo scorso anno con l’ausilio del bisturi e di tecniche meno invasive, con un vero e proprio boom della liposuzione e della mastoplastica (aumento del seno).

Tra i motivi più ricorrenti che hanno spinto le persone a correre ai ripari (almeno, estetici) non vi sarebbe solamente la mania di emulare la star di turno, quanto il verificarsi dei primi segnali di ripresa economica, che avrebbero infuso maggiore ottimismo nei pazienti, spingendoli a dedicare un maggior tempo e un maggior quantitativo di denaro sul proprio aspetto.

Non solo: la chirurgia estetica e plastica continua ad attrarre “nuove” persone grazie alle moderne tecniche non invasive, che permettono di dire addio a bisturi e ferri medici, avvicinando al comparto anche coloro i quali sono più timorosi di finire sotto le grinfie del medico chirurgo.

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