Cellule staminali embrionali: etica e scienza si scontrano!

Cellule staminali

La totipotenza è la capacità di una cellula di potersi differenziare in un qualunque tipo cellulare dando vita, dunque, a tutti i tipi possibili di tessuto compresi quelli extraembrionali. Non appena è avvenuta la fecondazione dell’ovulo materno con lo spermatozoo paterno, si ha la formazione di uno zigote, una struttura pre-embrionale costituita da due cellule che a poco a poco, dopo molteplici divisioni mitotiche, daranno vita all’embrione con tutti i tessuti che lo costituiscono. Allo stadio di zigote, le cellule sono totipotenti. Forse molti non sanno che ognuna di quelle due cellule che costituiscono lo zigote, ha in sé la capacità di dare vita a un organismo completo e, nel contempo, ai tessuti extraembrionali necessari per il suo sviluppo. Fino allo stadio di morula (a 8 cellule), al quale lo zigote giunge dopo circa 3 giorni dalla fecondazione, le cellule che la compongono rimarranno totipotenti dopodiché ognuna comincerà a differenziarsi. Dopo 4/5 giorni dalla fecondazione, però, l’embrione raggiunge lo stadio di blastocisti (composto da 50 a 150 cellule) in cui le cellule non sono più totipotenti bensì pluripotenti: non possono dar vita a un organismo completo, tuttavia possono ancora differenziarsi in oltre 200 tipi cellulari differenti. Questo tipo di cellule, sono ugualmente considerate cellule staminali e, in quanto tali, possono essere utilizzate nella pratica medica per svariate applicazioni come, per esempio, la costruzione di organi sintetici da poter trapiantare.

Estrazione delle cellule staminali embrionali: pareri contrari e a favore

Le cellule staminali embrionali sono state studiate a lungo fino ad oggi e sono state già utilizzate più volte nella medicina rigenerativa per trapiantare strutture biologiche e organi sintetizzati in laboratorio utilizzando le cellule staminali appunto capaci di riprodurre i tessuti di rivestimento propri dell’organismo. Il fulcro fondamentale del discorso verte però intorno al fatto che, per utilizzare o semplicemente per studiare le cellule staminali embrionali, è necessario distruggere gli embrioni a cui queste appartengono in quanto contenute nella massa centrale della blastocisti. Sono sorti, ovviamente a riguardo, moltissimi pareri contrari all’estrazione delle cellule staminali embrionali a partire dalla presa di posizione immediata che la Chiesa decise di prendere già durante i primi anni di sperimentazione quando asserì che “l’embrione è un soggetto umano con una ben definita identità e come tale ha diritto alla sua propria vita”. Non c’è infondo tanto da stupirsi in quanto la Chiesa, considerando che l’ontogenesi umana ha inizio già nel momento della fecondazione e che, una volta aver avuto inizio nessuna fase dello sviluppo dell’embrione è più o meno importante rispetto alle altre, rifiuta anche l’utilizzo dei contraccettivi orali giustificando tale rifiuto asserendo che “sin dal momento del concepimento,la vita dell’embrione è vita umana, personale e individuale, e come tale gode della stessa dignità e degli stessi diritti riservati agli esseri umani che sono nati”.

Ricordiamo, a tale proposito, il convegno organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura che si tenne in Vaticano sulle cellule staminali durante il quale, il Santo Padre Benedetto XVI, ha più volte cercato di esporre il punto di vista della stessa Chiesa sul rapporto tra scienza ed etica che, soprattutto nel campo della ricerca sulle cellule staminali embrionali, appaiono sempre più incompatibili tra loro. E’ proprio per questo che il Sua Santità ha voluto sottolineare che “quanti difendono la ricerca sulle cellule staminali embrionali compiono il grave errore di negare il diritto inalienabile alla vita di tutti gli esseri umani dal momento del concepimento fino alla morte naturale. La distruzione perfino di una sola vita umana non si può mai giustificare nei termini del beneficio che ne potrebbe presumibilmente conseguire per un’altra”.

Ovviamente, molteplici, sono anche i pareri a favore dell’estrazione delle cellule staminali embrionali. Moltissime sarebbero infatti le patologie e i problemi che con l’utilizzo di queste si potrebbero curare del tutto o in parte. Tra queste è doveroso menzionare alcune patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson, molti tumori che potrebbero essere risolti con il trapianto di organi creati in laboratorio utilizzando le cellule staminali del paziente così come la degenerazione maculare che può condurre alla perdita della vista e così via.

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