Cannabis, al via la produzione italiana per scopi terapeutici

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La produzione di cannabis diventa realtà anche in Italia, per lo meno per scopi terapeutici. A sancirlo un accordo siglato dai ministri della Salute e della Difesa, Beatrice Lorenzin e Roberta Pinotti, e che prevede l’avvio di un progetto pilota per la produzione di cannabis terapeutica in Italia da parte dello Stabilimento chimico farmaceutico militare (Scfm) di Firenze.

Per moltissimi malati di gravi patologie, i farmaci a base di cannabis possono conferire dei vantaggi particolarmente importanti, a costi piuttosto ridotti rispetto a quelli che si sarebbero potuti ottenere attraverso farmaci alternativi.

Tecnicamente, i primi prodotti a base di cannabis terapeutica in Italia arriveranno entro il prossimo anno: lo stabilimento di Firenze si occuperà delle operazioni di coltivazione, della fabbricazione della sostanza attiva a base di cannabis e dell confezionamento della stessa in imballi da distribuire, su richiesta delle Regioni, alle farmacie territoriali ed ospedaliere per l’allestimento di preparazioni magistrali (per erogazioni su presentazione di ricetta medica, non ripetibile).

Secondo quanto affermato dal ministro Lorenzin, il primo vantaggio ottenibile sarà quello di abbattere i costi. “Attualmente il fabbisogno di cannabis terapeutica è stato calcolato in 80-100 chilogrammi l’anno e l’importazione del principio attivo costa 15 euro al grammo allo Stato” – ha spiegato il ministro – “Con l’avvio della produzione in Italia, tale principio attivo entrerà nei Lea e le regioni si accorderanno sui ticket. Lo scopo è quello di ridurre i costi diventando autosufficienti”.

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