Arteriopatia obliterante periferica, asintomatica e pericolosa

Arteriopatia obliterante periferica

Si tratta di una malattia del sistema vascolare che interessa il 20% delle persone adulte ed è caratterizzata da una significativa riduzione del flusso sanguigno lungo le arterie degli arti inferiori, arterie che spesso vengono ostruite da placche, a volte anche completamente.

Il sintomo principale, quando presente, è costituito da una claudicatio intermittens, ovvero da dolore agli arti inferiori, soprattutto quando si cammina, tant’è che si è costretti a fermarsi di frequente a causa del forte dolore. Il sintomo, come detto precedentemente, può anche essere assente, in quanto il sistema circolatorio costituisce una sorta di flusso collaterale che comunque fa affluire sangue agli arti inferiori.

Proprio per la sua assenza di sintomatologia che si manifersta solo nel 30% dei casi, l’incidenza della patologia è sottostimata e, spesso, sottovalutata, il che ne  cresce la pericolosità.

La sua pericolosità deriva dal fatto che, come tutte le malattie cardiovascolari è accompagnata da aterosclerosi che può essere causa di infarto o ictus, in quanto la placca che si forma lungo i vasi degli arti inferiori, si può rompere in qualunque momento, senza preavviso di sorta, determinando la formazione di un trombo che, di fatto, può impedire l’afflusso di sangue alle coronarie o ad una arteria cerebrale.

Il primo fattore di rischio in assoluto è il fumo, compreso quello passivo, cosi come livelli alti di colesterolo e il diabete mellito.
Anche ipertensione e ipercolesterolemia ne favoriscono la comparsa. In particolare, elevati livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL, sono importanti elementi a carico dell’insorgenza di AOP.

La prima cosa da fare, in assoluto, una volta accertata la presenza di arteriopatia obliterante periferica, è smettere completamente di fumare, perché altrimenti il rischio di infarto o ictus si moltiplica esponenzialmente.

Il sintomo principale, come detto, quando presente è il dolore intenso alle gambe che sopraggiunge dopo una camminata anche di solo pochi minuti, 2-3 o anche meno. Bastano pochi minuti di sosta per alleviare il dolore e per riprendere il cammino che, però, di li a pochi passi si dovrà interrompere nuovamente.  In casi particolarmente gravi  il dolore può  presentarsi anche da fermo e si allevia solamente restando seduti con la gambe a penzoloni, in quanto il problema è legato appunto al mancato afflusso di sangue, non al suo deflusso. In caso di assenza di claudicatio intermittens, vi sono altri sintomi caratteristici che rivelano la presenza di  una AOP. La gamba interessata dal problema di solito è più fredda a causa del ridotto afflusso sanguigno, la sensibilità dell’arto il più delle volte è seriamente compromessa e, inoltre, è assente il polso periferico.

Si tratta di una patologia che è solo possibile tenere sotto controllo, cercando di  evitare che possa peggiorare. La diagnosi si esegue mediante un esame che si chiama indice pressorio caviglia-braccio, che confronta la pressione arteriosa sistolica misurata alla caviglia e al braccio e mette in rapporto i due valori, esprimendo alla fine, appunto, un indice. Più basso è l’indice, più grave è la malattia.
La prima cosa da fare è smettere completamente di fumare, poi è necessario mantenere sotto stretto controllo il colesterolo con una terapia farmacologica ed una corretta dieta alimentare. Anche una leggera attività fisica può aiutare in quanto stimola la formazione di quei circoli collaterali che miglioreranno l’afflusso di sangue agli arti inferiori.

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