Appendicite acuta, cosa è e come si cura

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L’appendicite acuta è un problema particolarmente doloroso e fastidioso, che necessita di essere affrontato con specificità e tempestività. Ma quali sono le sue cause? E con quali terapie può essere fronteggiato in modo concreto?

Cosa è l’appendice?

Per cercare di rispondere in maniera chiara ai quesiti di cui sopra, non possiamo che partire attraverso una concreta introduzione su cosa sia l’appendice, una sorta di piccola borsa (le sue dimensioni sono più o meno grandi come un nostro dito), parte dell’intestino crasso, situato nella parte inferiore – a destra – dell’addome. Sebbene non siano noti i dettagli del suo funzionamento (alcuni sostengono sia una parte inutile del nostro corpo, altri invece ritengono che possa supportare il sistema immunitario), sono ben noti tutti i fastidi di cui si può soffrire se l’appendice è oggetto di particolari pregiudizi.

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Da cosa è provocata l’appendicite?

L’appendicite, infiammazione e infezione dell’appendice, è generalmente determinata dall’ostruzione del lume, la parte interna dell’appendice. Il muco che viene generato può dunque terminare nel lume con conseguente diffusione dei batteri che ordinariamente popolano l’appendice, determinando rigonfiamento e infezione.

A questo punto, dovrebbe essere chiaro che in realtà le cause dell’appendicite sono le cause che generano tale ostruzione. Ad esempio, l’ostruzione può essere determinata da fonti come le feci, i parassiti, corpi estranei, tumori e altro ancora.

In questo caso, la terapia utile è quella della rimozione dell’appendice. Oltre a non pregiudicare il benessere della persona – supportando pertanto i convincimenti di chi ritiene che l’appendice sia sostanzialmente inutile per l’uomo – l’appendice infiammata potrebbe scoppiare, andando a infettare l’intero addome e complicando il quadro clinico del paziente attraverso la comparsa della peritonite.

Chi può soffrire di appendicite?

A questo punto, può anche essere di giovamento ricordare come l’appendicite possa riguardare chiunque, e anche in maniera improvvisa. Tuttavia, statistiche recenti confermano che la comparsa di tale patologia è più comune tra le persone giovani, di età compresa tra i 10 e i 30 anni.

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Come riconoscere l’appendicite?

Fortunatamente, l’appendicite di norma si manifesta con sintomi facilmente riconoscibili da qualsiasi medico, con la conseguenza di poter immediatamente determinare il problema e, di seguito, disporre gli opportuni accertamenti.

Tra i sintomi principali si annovera certamente un forte dolore addominale, che compare all’improvviso, inducendo una persona a risvegliarsi durante il sonno notturno. Il dolore addominale è altresì il primo sintomo che compare in una persona, ed è dunque importante cercare di coglierlo in maniera precisa: si può facilmente localizzare nella zona intorno all’ombelico, e si trascina poi in basso, nella zona destra.

Si tenga altresì conto che è quasi impossibile confondere questo dolore con gli altri che si possono avvertire nella stessa zona. È infatti un dolore “diverso”, che peggiora nell’arco di poche ore, e aumenta di gravità man mano che ci si muove, si respira, si tossisce.

In aggiunta a questo sintomo, si possono spesso riscontrare altri sintomi comuni come la mancanza di appetito, la stitichezza o la diarrea, qualche linea di febbre, gonfiore a livello addominale, ostruzione intestinale, e così via.

Come diagnosticare correttamente l’appendicite?

Naturalmente, i sintomi di cui sopra possono “suggerire” l’appendicite, ma non certamente diagnosticarla con precisione. Oltre all’anamnesi medica personale, il dottore indicherà infatti alcune visiche mediche che, nelle ipotesi di maggiore urgenza, saranno seguite a breve ruota da un intervento chirurgico finalizzato alla rimozione dell’appendice prima che questa scoppi e infetti l’intera zona dell’addome favorendo dunque l’emersione della peritonite.

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Nelle ipotesi in cui le persone abbiano dei sintomi particolarmente confusi, non utili per poter ricondurre il pregiudizio all’appendicite, è possibile che possano essere consigliati dei test di laboratorio e delle specifiche analisi diagnostiche per poter confermare la diagnosi di cui sopra.

Come curare l’appendicite

Dalle righe di cui sopra dovrebbe essere chiaro che l’appendicite è un problema che deve essere tempestivamente affrontato, al fine di non pregiudicare la salute in maniera più grave. Trattandosi di una vera emergenza medica, chiunque ritenga di soffrire di appendicite deve consultare il proprio dottore o recarsi al pronto soccorso: un’operazione rapida permetterà di evitare lo scoppio dell’appendicite, e accorciamenti significativi dei tempi di guarigione.

La terapia consigliata per poter curare l’appendicite è di fatti unicamente la rimozione. L’operazione in esame si chiama appendicectomia e può essere utilizzato con due nuovi e differenti metodi: il primo si chiama laparotomia, e prevede la rimozione dell’appendice attraverso un’incisione nell’area inferiore destra dell’addome. Il secondo metodo, più recente, si chiama video-laparo-appendicectomia, e prevede l’effettuazione di una serie di differenti incisioni per poter rimuovere l’appendicite mediante speciali strumenti chirurgici.

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A volte è inoltre possibile che intorno all’appendice scoppiata si possa formare un ascesso chiamato appendicolare. Si tratta di una massa di pus che è determinata dal nostro corpo nel tentativo di difendersi dall’infezione. Anche in questo caso l’ascesso sarà trattato durante l’intervento o prima dello stesso attraverso procedura di drenaggio (si colloca un tubo all’interno mediante la parete addominale).

Non è comunque da escludersi una cura senza intervento chirurgico, se una persona non sta abbastanza bene da potersi sottoporre a un intervento, o quando il medico lo consiglia (la terapia è in questo caso da effettuarsi con antibiotici).

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