Animali in corsia? In Toscana si può!

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Di pet-therapy sul nostro sito abbiamo parlato più volte, e con sempre particolare interesse (considerati che i benefici che la presenza degli animali tra i pazienti sono ben assodati). Leggiamo pertanto con particolare interesse e soddisfazione la notizia secondo cui in Toscana sarà presto possibile poter ricevere la visita del proprio animale da compagnia (dai cani ai gatti) quando si è ricoverati in ospedale, e quando le fragili condizioni fisiche ed emotive richiederebbero pertanto un valido supporto nel proprio animale domestico.

Le visite dovranno naturalmente avvenire – come peraltro avviene già in altre parti del mondo – nel pieno rispetto delle esigenze sanitarie e ambientali, delle condizioni degli altri pazienti ricoverati e del benessere degli animali, sulla base delle “Linee di indirizzo per l’accesso degli animali d’affezione in visita a degenti presso strutture sanitarie e ospedaliere pubbliche e private accreditate“.

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In particolare, informa la Regione, le linee guida fanno riferimento sia alle linee guida nazionali che a quelle regionali, in cui si riconosce in maniera esplicita sia il valore assistenziale del rapporto affettivo tra il paziente e il proprio animale, e nelle quali si sollecitano – appunto – attività di sostegno come la pet therapy, invitando strutture sanitarie regionali e locali ad agevolare il contatto tra i pazienti (e in particolar modo gli anziani e i bambini, che potrebbero avere un maggiore beneficio) con il proprio animale da compagnia.

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Per quanto attiene le regole nel maggior dettaglio, è stabilito che gli animali introdotti nell’ospedale siano quelli che già vivono nelle famiglie dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie, che siano regolarmente iscritti all’Anagrafe degli animali d’affezione, e che il loro ingresso in ospedale avvenga secondo le singole procedure indicate dalla direzione sanitaria (ed esplicitate attraverso uno specifico regolamento interno).

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Ancora, è stabilito che i sanitari dovranno valutare la compatibilità dello stato di salute dei pazienti, e quindi i benefici che derivano proprio dalla presenza dell’animale d’affezione. Il paziente potrà quindi richiedere l’ingresso dell’animale all’Unità operativa: l’accesso avverrà con un unico animale per volta, con tutti i supporti di identificazione adeguati.

Un incaricato dell’ospedale mostrerà quindi il percorso da seguire e la saletta dove l’incontro potrà avvenire. Speriamo solamente che questo passo in avanti possa essere presto esteso anche in altre regioni d’Italia. Voi che ne pensate?

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