Alzheimer: quando la perdita di memoria influisce sulla vita quotidiana

Il Morbo di Alzheimer è una malattia neurogenerativa che colpisce il cervello in modo progressivo senza possibilità di reversibilità.

Ad oggi nel mondo si contano circa 24 milioni di persone colpite da demenza ed ogni anno sono circa 4,6 milioni i nuovi casi. In Italia la quota ha raggiunto i 600mila casi. Secondo le statistiche, il 70% di questi è da attribuire proprio all’Alzheimer. Nel 2050, secondo alcuni studi di casistica, le persone nel mondo malate di questa patologia saranno circa 115 milioni.

Cos’è il Morbo di Alzheimer?

Patologia spesso associata gli anziani, l’Alzheimer è la più comune forma di demenza, ovvero indica la progressiva perdita delle funzioni cognitive. Quando il morbo colpisce un soggetto, questo perde la capacità di portare a termine attività semplici poiché la patologia si ripercuote sulle aeree che controllano la memoria, il pensiero e la parola. All’inizio l’Alzheimer non appare particolarmente aggressivo, con il passare del tempo però, il soggetto ha difficoltà nella vita quotidiana dimenticando facilmente nomi e fatti, manifestando difficoltà nel parlare e può presentare disturbi comportamentali.

Nelle fasi più avanzate della malattia, il soggetto può anche mostrare allucinazioni, disturbi dell’alimentazione, incontinenza, difficoltà nel camminare e la manifestazione di comportamenti inappropriati in pubblico.

Purtroppo con il passare del tempo la situazione peggiora, provocando un aggravamento della vita di relazione, poiché la persona affetta non ha più il controllo sulle reazioni comportamentali ed emotive. Negli ultimi stadi della malattia, si perde l’autonomia tanto da dover ricorrere all’istituzionalizzazione.

Il decorso della patologia è variabile, ma statisticamente si aggira tra gli 8 e i 15 anni. La morte sopraggiunge per complicanze legate allo stato di deperimento psico-fisico del malato.

Purtroppo ad oggi ancora non c’è una cura definitiva. I farmaci presenti in mercato aiutano solo nel rallentare il decorso, così d’allungare l’autonomia del soggetto.

I sintomi che caratterizzano il Morbo di Alzheimer

Uno dei sintomi più conosciuti e anche più comuni legati all’Alzheimer è la perdita della memoria, in particolare di fatti o avvenimenti accaduti di recente. Altri segnali legati a questo sintomo sono la dimenticanza di date importanti, chiedere sempre le stesse informazioni e necessitare dell’aiuto dei familiari o di strumenti per facilitare il ricordo. A differenza della demenza senile, in cui si dimenticano nomi, date e appuntamenti, ma sono ricordati in seguito, il soggetto malto di Alzheimer non lo ricorderà affatto.

Alcune persone affette da Alzheimer possono avere difficoltà nell’approcciarsi ai numeri, seguire un programma stilato o nella capacità di sviluppare il programma. Ad esempio non si ricordano più le ricette che si utilizzavano nel quotidiano o non si riesce a tenere traccia delle bollette. Inoltre si può verificare difficoltà di concentrazione e aumento del tempo per fare le cose rispetto a prima.

Il Morbo di Alzheimer può provocare nel soggetto malato astrusità nel guidare verso un luogo familiare, ricordare le regole di un gioco o portare a termine il lavoro quotidiano.

alzheimer il cervello

La confusione con i tempi e i luoghi è molto comune. In tal caso, infatti, si possono verificare difficoltà nel capire qualcosa che non avviene immediatamente, dimenticare dove ci si trova e come si è arrivati in quel luogo.

Avere problemi visivi e nei rapporti spaziali sono un tipico sintomo. Queste persone possono manifestare difficoltà nel leggere, stabilire il colore o il contrasto. In pratica possono passare davanti ad uno specchio e pensare che ci sia un’altra persona nella stanza, senza capire che è il loro riflesso quello che vedono nello specchio.

Parlare non è più facile come prima. In tal caso gli individui possono avere problemi a seguire o a portare a termine la conversazione. Infatti, possono fermarsi nel bel mezzo del discorso e non sapere come andare avanti o ripetersi. Uno dei sintomi è il chiamare gli oggetti con un nome diverso da quello che sono.

Chi soffre di Alzheimer può avere una diversa capacità di giudizio o di processo decisionale. Ad esempio non curano più la propria persona, hanno difficoltà nel tenersi pulite e maneggiano il denaro in modo superficiale.

Infine tra i sintomi tipici figurano i cambiamenti di umore e di personalità. Tali persone manifestano ansia, depressione, confusione, spavento e sospetto.

I fattori di rischio dell’Alzheimer

Ad oggi non è ancora certo il motivo per cui si manifesta il Morbo di Alzheimer. Si pensa però che la sua insorgenza sia legata a due particolari proteine chiamate beta-amiloide e proteina Tau che si accumulano all’esterno e all’interno dei neuroni. Queste due molecole hanno un’azione tossica che causa la morte più rapida delle cellule nervose, colpendo principalmente le aree celebrali importanti per la memoria quali ippocampo e amigdala. Per questo motivo chi soffre della patologia ha difficoltà nel ricordare le cose e ad imparare cose nuove.

alzheimer cause

Ci sono poi dei fattori di rischio che aumentano le probabilità di sviluppare la patologia. Tra queste abbiamo:

  • Età: è il fattore di rischio più importante, infatti con il passare degli anni le probabilità crescono. Difficilmente si soffre di demenza prima dei 65 anni. Superata questa soglia però, le probabilità di essere colpiti dall’Alzheimer raddoppia ogni cinque anni. Inoltre i fattori associati all’invecchiamento come pressione alta, modificazione delle cellule nervose, del DNA e della struttura cellulare contribuiscono;
  • Sesso: è stato dimostrato che le donne hanno una probabilità maggiore di essere colpite. Il motivo è da ricondurre all’abbassamento di produzione degli ormoni estrogeni che avviene con la menopausa;
  • Genetica: l’Alzheimer può essere classificato in Alzheimer precoce (early-onset AD, EOAD) e Alzheimer ad insorgenza tardiva (late-onset AD, LOAD). La prima tipologia colpisce solo il 6% della popolazione e attacca i soggetti tra i 30 e i 65 anni. Le cause sono genetiche e dovute alla trasmissione di tipo autosomica dominante. Alla seconda categoria appartiene invece la forma più comune della malattia, quella che insorge dopo i 65 anni.

Trattamento dell’Alzheimer

Purtroppo la mancata scoperta di una cura adeguata per trattare l’Alzheimer fa si che questa patologia neurogenerativa sia una di quelle malattie che fa più paura. Ad oggi il trattamento si basa su tre diversi aspetti:

  • Cura farmacologia per rallentare il decorso della malattia;
  • Riabilitazione funzionale;
  • Interventi di supporto.

I farmaci più utilizzi sono gli inibitori dell’acetilcolinesterasi anticolinesterasici (rivastigmina, donepezil, eptastigmina e galantamina) e la memantina. I primi aumentano la concentrazione celebrale e si usano nella fase iniziale della malattia. I secondi invece riducono la stimolazione dei recettori NMDA del glutammato (un altro neurotrasmettitore cerebrale) ed è indicata nelle forme intermedie e avanzate della malattia. In concomitanza spesso si utilizzano farmaci ad azione antipsicotica e sedativa.

alzheimer anziani

Quando la malattia viene diagnosticata e il suo decorso è in fase iniziale, la riabilitazione funzionale è molto utile per allungare l’autonomia il più a lungo possibile. La riabilitazione funzionale/cognitiva si esegue in ricoveri si 3-4 settimane anche in regime ambulatoriale in strutture specializzate.

Alcuni accorgimenti sono utili per preservare le funzionalità cognitive nei soggetti sani. È importante vivere in un ambiente stimolante, studiare, ascoltare musica, leggere e fare attività fisica quotidiana, preferibilmente all’aperto.  Anche l’alimentazione è fondamentale. La curcuma è ottima nel piano preventivo grazie alle sue proprietà neuroprotettive. La dieta deve essere ricca di flavonoidi, omega 3 e acidi grassi essenziali. Bisogna precisare che non esistono prove inequivocabili che gli alimenti abbiano scopi terapeutici, ciò non toglie che seguire una dieta ricca di frutta, verdura, pesce e frutta secca faccia male.

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